Lunedi, 20 maggio 2019  

Ponte Morandi, in arrivo altri 20 indagati anche di Anas

A rischio tutti coloro che ebbero a che fare col viadotto dagli anni '90 in poi
2019-02-12T14:25:49+00:00

Nell’inchiesta sul crollo del ponte Morandi si preannuncia un’altra lista di indagati in vista del secondo incidente probatorio. I nomi dei nuovi indagati sarebbero una ventina e comparivano già nella lista di 100 persone depositata a gennaio dai militari del primo gruppo della guardia di finanza.

In quell’elenco figurano vertici e dirigenti di Autostrade e Spea (società controllata del gruppo Atlantia che si occupa di manutenzione e monitoraggio), del ministero delle Infrastrutture ma anche ex dirigenti e tecnici di Anas. I nomi sono in pratica quelli di tutti coloro che ebbero a che fare con il viadotto autostradale dagli anni ’90 in poi. La data non è casuale: tra il ’92 e il ’93 venne realizzato il lavoro di retrofitting (il rinforzo) della pila 11. Da allora, secondo gli investigatori, non vennero più eseguite opere di messa in sicurezza della struttura.

Il progetto di retrofitting delle pile 9 (quella crollata) e 10, infatti, risale al 2015 ma venne approvato definitivamente solo nel giugno 2018, due mesi prima della tragedia, avvenuta il 14 agosto causando 43 morti.

Intanto sono iniziati i primi campionamenti e prelievi sulla base della pila 8 da parte dei periti del giudice per le indagini preliminari e dei consulenti delle parti, nell’ambito dell’inchiesta sul crollo del ponte Morandi. I tecnici non sono potuti salire sull’impalcato a causa del forte vento che non avrebbe permesso un sopralluogo in sicurezza. Gli esperti proseguiranno con le operazioni anche martedì e mercoledì per effettuare carotaggi e prelievi di materiale utile all’indagine. I sopralluoghi sono utili anche per stabilire le modalità dell’uso dell’esplosivo e per valutare quale siano i reperti da conservare e quelli che invece possono essere già distrutti.