Lunedi, 25 marzo 2019  

Ponte Morandi, esposto in Procura contro l’uso di esplosivi

"Potenziali rischio amianto e polveri". Cozzi frena: "Non spetta a noi decidere le modalità di demolizione"
2019-02-20T20:58:19+00:00

Il Comitato ‘Liberi Cittadini di Certosa’ tramite il suo presidente, avvocato Ezio Bonanni, ha presentato in Procura a Genova un esposto-denuncia sul potenziale rischio amianto e presenza di polveri nocive legato al crollo del Ponte Morandi e chiesto “la valutazione del rischio e procedure rigorose per i lavori di abbattimento dei tronconi rimasti e delle abitazioni sottostanti per evitare altre aerodispersioni e dunque l’aggravio di una situazione già di per sé drammatica, dovuta anche all’utilizzo del minerale nelle aree portuali e industriali nella città di Genova”.

“L’esplosione del calcestruzzo – spiega Bonanni – libera silice cristallina e numerose sostanze tossiche assorbite negli anni particolarmente elevate per la quantità di polveri e macerie prodotte. Ci attendiamo che il procuratore della Repubblica di Genova interdica l’utilizzo di cariche esplosive per l’abbattimento per verificare prima la presenza di amianto e di altre sostanze tossiche e l’indice di aerodispersione delle fibre, e soprattutto attinga dei campioni dai rifiuti e dai materiali vari anche non ancora demoliti”.

Il Comitato ha chiesto un incontro al Procuratore Cozzi “affinché contempli il rischio amianto tra le ipotesi accusatorie, con riferimento alla normativa sugli ecoreati e in ogni caso avvii le necessarie verifiche e soprattutto interdica comportamenti pericolosi per la collettività”. Il Comitato ha inoltre annunciato la volontà di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro i responsabili del crollo del Ponte Morandi”.

LA REPLICA DELLA PROCURA “Appena lo vedrò, valuteremo il da farsi”. Così il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi dopo il deposito di un esposto-denuncia da parte del Comitato ‘Liberi Cittadini di Certosa’ sul potenziale rischio amianto e presenza di polveri nocive legato al crollo del Ponte Morandi. “Non spetta però a noi – ha sottolineato Cozzi – valutare le procedure di demolizione se non per quel che riguarda la conservazione delle prove. Tutte le altre valutazioni spettano alla struttura commissariale”.

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