Domenica, 17 febbraio 2019  

Ponte Morandi, “demolizione ingiustificata”: esposto alla Corte dei conti

Architetti, docenti e professionisti denunciano "presunte incongruenze e anomalie"
2019-02-12T15:18:29+00:00

Per “presunte incongruenze e anomalie nel processo decisionale e nel procedimento di affidamento relativo ai lavori di demolizione e ricostruzione del Ponte Morandi a Genova”, una cinquantina tra ingegneri, architetti, docenti universitari e liberi professionisti di diverse città italiane hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti della Liguria.

Il capofila dell’iniziativa è il professor Enzo Siviero, ingegnere esperto di ponti. I professionisti chiedono di attivare i necessari accertamenti e provvedimenti al fine di evitare eventuali danni erariali. Per i firmatari dell’esposto la scelta di demolire interamente il viadotto e ricostruirlo non trova una giustificazione tecnica e soprattutto comporterebbe un grave danno erariale.

“La demolizione integrale dell’opera e della sua totale ricostruzione non appare razionale né sufficientemente motivata”, in quanto costituirebbe “una perdita irreversibile per il patrimonio pubblico oltre a comportare un produzione di un ingente volume di detriti”, scrivono i firmatari nell’esposto. Non solo, nelle 5 pagine ora al vaglio della procura contabile, i firmatari sottolineano come il costo annunciato di oltre 200 milioni di euro sia eccessivo e spiegano come “il costo della ricostruzione della sola parte crollata e consolidamento dell’esistente è invece stimabile, in base ai costi correnti di mercato, tra i 70 ed i 90 milioni, con un tempo di esecuzione inferiore ai 12 mesi”.

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