Mercoledi, 19 dicembre 2018  

Ponte Morandi, Castellucci: “Autostrade lo rifarebbe in 9-16 mesi”

Bucci: "Il cantiere deve partire a dicembre, servono 120-140 milioni in più"
2018-10-09T01:44:13+00:00

Se la ricostruzione del ponte di Genova venisse affidato ad Autostrade per l’Italia, cosa che però al momento è esclusa dal decreto al vaglio del Parlamento, la società “ha studiato diverse possibili soluzioni”, che prevedono, per “quella con i tempi più accelerati, circa 9 mesi per la demolizione e la ricostruzione” e per il cosiddetto ‘progetto Piano” “circa 15-16 mesi”. Lo ha detto l’ad di Autostrade Giovanni Castellucci, in audizione alla commissione ambiente e trasporti della Camera, aggiungendo che “non sono promesse, ma impegni sui quali noi riteniamo di poterci impegnare contrattualmente”. A Roma in questi giorni presenti anche i due commissari Toti e Bucci per chiedere modifiche al decreto Genova.

Il possibile ricorso? “Il decreto abbiamo iniziato a esaminarlo la settimana scorsa e abbiamo chiesto agli avvocati di fare una valutazione: non abbiamo ancora una posizione, che dovrà essere espressa dal cda, ma posso assicurarvi che non è intenzione del nostro gruppo aggravare la situazione di una città come Genova che è già colpita. Ci riserviamo una valutazione attenta del decreto nella sua conversione finale prima di assumere una posizione definitiva. Abbiamo le capacità tecniche, abbiamo 800 e passa ingegneri che si occupano delle varie attività, pensiamo di poter dare un contributo e soprattutto pensiamo che i tempi che abbiamo comunicato al commissario per l’emergenza Toti siano assolutamente mantenibili”.

“I numeri – ha detto ancora Castellucci – non mi fanno dimenticare di quello che è successo, che la gestione del ponte Morandi stava in Autostrade per l’Italia, una gestione che i nostri tecnici avevano come responsabilità e siamo totalmente consapevoli della tragedia che è successa”, Poi ha ricordato che “il tasso di mortalità sulla rete Aspi “è sceso del 77%”, con il numero di deceduti passato dai circa 440 dell’anno prima della privatizzazione (1999) ai 119 nel 2017.

“Ancora non siamo in grado avere un’idea chiara di quello che è successo e non c’è ad oggi una ricostruzione completa e attendibile di ciò che è successo. C’è un incidente probatorio ancora in fase iniziale – ha proseguito Castellucci – e non siamo in grado di avere una visione su quello che è successo, ma posso assicurarvi che l’attenzione dell’azienda è al livello massimo, più alto non potrebbe essere”.

LA RISPOSTA ALL’ANTITRUST – La concessione di Autostrade per l’Italia “è stata affidata con una gara in occasione della privatizzazione. E’ stata una gara sulla concessionaria e non sulla concessione, ma di fatto i due oggetti erano coincidenti”. Così l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castelucci, ha risposto indirettamente all’Antitrust che, in audizione alla Camera aveva ritenuto giustificata l’esclusione di Aspi dalla ricostruzione del ponte di Genova perché “l’affidatario del titolo concessorio, beneficiario di proroghe dello stesso, non è stato individuato con gara”.

“TARIFFE INFERIORI ALLA MEDIA EUROPEA” – Le tariffe autostradali italiane “sono inferiori alla media europea”. Lo ha rivendicato l’amministratore delegato di Autostrade Giovanni Castellucci, in audizione davanti alle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera che stanno esaminando il decreto Genova. “Da verifiche puntuali pubblicate sul nostro sito – ha proseguito Castellucci – emerge che le tariffe di Autostrade per l’Italia sono pari a 7,36 centesimi al km in media, mentre quelle delle altre concessionarie italiane sono di circa il 30% più alte e hanno una dinamica molto più forte negli ultimi dieci anni. Ma la cosa importante è che Autostrade per l’Italia e la media italiana sono inferiori a tutti gli altri Paesi europei”. Castellucci si è anche soffermato sulla profittabilità, ricordando che in molti parlando di “ebitda margin particolarmente alto” per Autostrade per l’Italia. In realtà, ha sottolineato, “le società ad altissima intensità di capitale vengono misurate in termini di ritorno sul capitale investito. Ad oggi il sistema concessorio italiano, se si guardano i numeri, ha tariffe più basse, che crescono meno e con livelli di marginalità in linea se non inferiori altri paesi europei”. Castellucci ha poi fatto l’esempio di altri settori di rete regolati in Italia, sottolineando che il margine di redditività di Autostrade è “pari al 62%, contro il 74% di Terna e il 78% di Snam”.

BUCCI: “IL CANTIERE PARTA A DICEMBRE” – “Se vogliamo che il ponte sia pronto a Natale 2019, sapendo i tempi di demolizione e costruzione, è opportuno che il primo dicembre prossimo parta il cantiere, se non altro per la demolizione. La cosa è fattibile, ma deve anche essere molto chiaro come fare ad assegnare un progetto nei prossimi 45 giorni”. Lo ha detto in un’audizione dedicata al dl Genova, nelle commissioni riunite Ambiente e Trasporti, il commissario per la ricostruzione e sindaco di Genova, Marco Bucci.

“Secondo quanto previsto dal decreto per Genova il commissario per la ricostruzione può contare su una squadra composta da 20 persone, ma vorrei proporre l’ingresso di personale esterno, magari per 5 dei 20, naturalmente senza alzare il costo complessivo di un solo euro”. Lo ha chiesto in un’audizione dedicata al dl Genova, nelle commissioni riunite Ambiente e Trasporti, il commissario per la ricostruzione e sindaco di Genova, Marco Bucci. “Invece sul fronte dei subcommissari – ha aggiunto – proponiamo l’ingresso di personalità provenienti dall’Avvocatura dello Stato e dalla Corte dei Conti, magari anche in pensione”.

“L’azienda nazionale per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali è una cosa molto bella e intelligente da parte del governo, ma mi piacerebbe che una porzione di questo istituto avesse sede a Genova, diciamo il 40 o 50%. Se questa cosa fosse inserita nella legge sarebbe cosa gradita”, ha aggiunto Bucci.

“Il decreto per Genova ha bisogno di uno stanziamento maggiore, dai 120 ai 140 milioni in più. Inoltre ricordo che i costi per la demolizione viaggiano intorno ai 350 milioni”. Lo ha chiesto il commissario per la ricostruzione Marco Bucci durante un’audizione alla Camera. Nel dl, ha aggiunto, “manca anche un provvedimento ad hoc per il reinserimento di molte persone nel mondo del lavoro. Solo a titolo di esempio ricordo il caso di un benzinaio che ha visto di colpo azzerarsi completamente la sua attività dopo la chiusura di una strada”. Bucci si è poi detto fiducioso che i calcoli per gli indennizzi verranno fatti al meglio: “useremo il Pris – ha spiegato – che deriva da una legge regionale e mi dicono che sia la migliore tra tutte quelle operative in Italia, con un sistema di calcolo scientifico che tiene conto delle quotazioni degli appartamenti prima del crollo del ponte Morandi”.

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