Domenica, 17 febbraio 2019  

Ponte Morandi, Autostrade compra le aree delle aziende in zona rossa

Accordo da 20 milioni, possibile una duplice strategia in vista di future azioni legali
2018-12-28T15:05:36+00:00

Autostrade ha chiuso una trattativa con le sei aziende che a seguito del crollo di ponte Morandi hanno chiuso la loro attività. Con 20 milioni di euro utilizzati, a seconda dei casi, per rimborsi, acquisto aree e depositi o investimenti in nuovi macchinari, l’accordo è stato siglato nei giorni scorsi. Contemporaneamente Aspi è entrata in possesso di terreni ed edifici che, in vista del cantiere per la realizzazione del nuovo viadotto, dovranno essere espropriati.

Autostrade non si opporrà all’esproprio, anche perché i costi dell’esproprio, come previsto da un decreto del commissario, ricadono su Aspi. Secondo Aspi, l’operazione sarebbe stata fatta per dare risorse immediate alle aziende. Secondo la struttura commissariale la strategia di Autostrade potrebbe essere quella di togliere dal processo la costituzione di parte civile di una parte di aziende colpite dal crollo, come avvenuto con alcune famiglie delle vittime, oppure per costringere il commissario Marco Bucci all’esproprio e poi contestarlo in sede giudiziaria.

Le imprese sono Ferrometal, Lamparelli, Grabarino, Acremoni, Varani Francesco, Venturi, tutte in zona rossa: avevano un fatturato tra i 5 e i 6 milioni e davano lavoro a una trentina di dipendenti. Le aziende sono state supportate in alcuni casi nella ricollocazione in aree limitrofe. L’accordo prevedeva che gli aiuti sarebbero stati stanziati solo a fronte della garanzia della tutela dell’occupazione e del pagamento degli stipendi arretrati.

TELENORD

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