Oncologia, verso una rete nazionale oncologica

di Eva Perasso

Esperti a Genova per studiare il modello ligure di presa in carico del malato

La rete oncologica è un passo necessario per sviluppare, razionalizzare, innovare e rafforzare la prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione fisica e psicologica dei pazienti colpiti da tumore. Oncorete è un progetto con l’ambizione di creare una rete nazionale delle reti oncologiche regionali al fine di implementare una strategia multidisciplinare per la lotta al cancro. Se ne è parlato a Genova il 4 aprile presso la sala convegni OMCeO: “Oncorete, sharing and innovation system - Nuovi modelli organizzativi per l'Oncologia” è il titolo dell'evento organizzato da Motore Sanità con il patrocinio di A.Li.Sa. e con il contributo incondizionato di Bristol-Myers Squibb.

Per questa tappa di Oncorete è stata designata la Regione Liguria in forza dei profondi cambiamenti in atto con la costituzione di AliSa e del DIAR Oncoematologia e l’assegnazione a queste nuove organizzazioni dei più rilevanti aspetti di Clinical Governance, dalla realizzazione di PDTA unici regionali alle Raccomandazioni sull’uso appropriato dei nuovi farmaci. Il modello Ligure verrà illustrato nei principi e nei dettagli e potrà essere confrontato con le realizzazioni di altre Regioni.

I pazienti neoplastici in fase avanzata/metastatica presentano usualmente quadri clinici complessi, caratterizzati da dolore, altri sintomi rilevanti e disagio psicologico. Questi pazienti vengono sempre più spesso trattati con farmaci antineoplastici anche nelle fasi terminali della vita. Nel modello attualmente più diffuso sia le terapie specifiche antitumorali, che le terapie puramente palliative, vengono somministrate durante tutto il decorso della malattia, con progressivo decremento delle prime ed incremento delle seconde, nel tempo. Ciò è dovuto – da una parte – al ruolo di fondamentale importanza, che assumono le cure palliative “in senso stretto”, in relazione alla necessità prioritaria di controllare i sintomi e la Qualità di Vita e - dall’altra - alla più frequente applicazione di farmaci antineoplastici di dimostrata efficacia per il prolungamento della sopravvivenza o la posticipazione della progressione, sulla base di studi clinici recenti.

Tale contesto è caratterizzato quindi da cronicizzazione della malattia con ricorso a trattamenti innovativi più spesso farmacologici - ad elevato costo e l'emergere di tutti i bisogni e le criticità tipiche delle malattie croniche: monitoraggio clinico-strumentale della malattia, attivazione di servizi socio-assistenziali, ospedalizzazione per episodi acuti intercorrenti, ecc.

La cura del cancro (a differenza di quanto accade per altre malattie croniche) rimane – almeno nel nostro Paese – a carico dell’Ospedale, anche se in gran parte in fase di DH o ambulatoriale; ma i pazienti oncologici abbisognano nel loro percorso di differenti tipologie di assistenza (degenza ordinaria, DH, assistenza domiciliare, hospice, ecc.) Inoltre non sono disponibili dati aggiornati sull’impatto che l’introduzione di nuovi farmaci antineoplastici e l’applicazione precoce di Cure Palliative abbiano sull’organizzazione sanitaria, in termini di ricoveri ospedalieri, assistenza domiciliare, accessi a servizi ambulatoriali e di day-hospital.