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La rabbia dei ghanesi: "Perchè bloccate i container che spediamo in Africa?"

di Michele Varì

Manifestazione nazionale a Genova: "Non potete impedirci di aiutare i nostri familiari"

La comunità ghanese italiana è scesa oggi in piazza a Genova con una manifestazione che ha paralizzato il traffico dell'angiporto per protestare contro il blocco da quasi un anno dei container pieni di merce spediti in Africa per aiutare i familiari.

Il corteo, autorizzato e scortato dalla digos, ha bloccato il traffico di via Gramsci gettando nel caos a viabilità dell'intero centro città.

I manifestanti hanno marciato da Caricamento alla sede delle Dogane e dei Monopoli di via Rubattino dove una delegazione, fra cui anche la portavoce dei ghanesi, fra cui Nanà Pomha, una sorta di "regina", come si è definita lei stessa, ha incontrato i funzionari della direzione interregionale di Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta.

Al termine dell'incontro è emerso che a causare il blocco dei contenitori nel porto di Genova sono i sempre più accurati controlli anti terrorismo e contro i traffici internazionali di rifiuti.

Accertamenti che a causa delle ispezioni della Dogana possono durare giorni e giorni, rallentando gli imbarchi della merce al punto che molti terminalisti ora rinunciano ad trattare quel tipo di merce. Per questo ai migranti molte volte vengono addebitate spese ulteriori, quelle che i manifestanti hanno chiamato in modo improprio “multe”.

“Questi problemi - riferiscono dalle Dogane - nascono dal fatto che il numero delle spedizioni e i livelli dei controlli negli ultimi anni sono aumentati e cosi diventa sempre difficile gestire spedizioni di masserizie in cui c'è di tutto, da motorini usati ad auto, è successo anche questo, imbottite di rotoli di carta igienica. La soluzione per evitare il blocco della merce è una sola – concludono dalle Dogane – Accompagnare la spedizioni con bollette appropriate e confezionarle seguendo in modo rigido le normative”

Michele Varì