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Il tumore del colon-retto: prevenzione, sintomi, cura

di Eva Perasso

Intervista al primario di chirurgia del Villa Scassi: "Si può curare, a patto di intervenire per tempo"

Colon-retto: è il terzo tumore più diffuso tra gli uomini, secondo tra le donne. Quello del colon è una funzione di deposito e stivaggio delle feci, permette il completo assorbimento di ulteriori sostanze utili all'organismo e l'eliminazione del contenuto fecale.

Il tumore del colon-retto è maggiormente sviluppato nei Paesi occidentali, probabilmente per via di relazioni strette con alcuni cibi e ingredienti. Esistono sostanze, in parte note e in parte sospette, che possono alterare le funzioni della mucosa intestinale che possono poi degenerare in polipi e carcinoma.

Esistono campagne di screening per cui si riesce a intervenire precocemente a livello precanceroso: la ricerca del sangue occulto fecale è il test consigliato. Se è positivo, è una spia che si accende e che spinge a fare ulteriori accertamenti, attraverso la colonscopia.

Se la diagnosi fosse quella del carcinoma, il paziente è indirizzato verso chirurgo e oncologo: vi sono percorsi con approccio multidisciplinare al problema, un gruppo di specialisti analizza caso per caso e studia un piano di azione.  Il tumore del colon-retto può essere curato, a patto che sia trattato per tempo, dal punto di vista chirurgico ed eventualmente chemioterapico.

Ne parliamo a SaluteSanità con il dottor Emanuele Romairone, direttore SC Chirurgia generale e d'urgenza dell'ospedale Villa Scassi a Genova.