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Genova, minacciano un venditore di auto dicendo di essere della ‘ndrangheta: due arresti

di Alessandro Bacci

Un commerciante d'auto aveva agito da prestanome per intestarsi le auto che tuttavia erano poi state sequestrate dalla guardia di finanza

Nel corso della mattinata odierna la Polizia di Stato di Genova ha tratto in arresto due persone: Salvatore Stalfieri e Christian Rosolani, ritenuti responsabili del reato di tentata estorsione in concorso, aggravata dal “metodo mafioso”. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Genova. La vicenda delittuosa ha visto come vittima un commerciante d’auto di origine rumena, che di fatto si era prestato a figurare come intestatario fittizio di una serie di veicoli di alta gamma in uso a professionisti genovesi, tra cui il Rosolani, che nel tempo aveva avuto la disponibilità di una Bentley Continental e di una BMW.

I mezzi, tuttavia, a gennaio 2020 erano stati sequestrati in una indagine della Guardia di Finanza, accadimento che ha portato Rosolani a richiedere al venditore d’auto, in maniera via via sempre più insistente, i soldi investiti. I tentativi di riottenere il danaro davano, tuttavia, sono falliti, tanto che il Rosolani ha coinvolto un secondo soggetto, Salvatore Stalfieri, che si è presentato alla vittima come esponente dell’ndrangheta, con collegamenti con la cosca coinvolta nella strage di Duisburg (Germania).

Dopo le pesanti minacce rivoltegli il venditore d’auto, spaventato, ha deciso di rivolgersi alla Squadra Mobile della Questura di Genova, che, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica, ha iniziato da subito una attività d’indagine. L’incontro tra Stalfieri e la vittima è stato monitorato e ascoltato dagli investigatori della Squadra Mobile. Il contenuto dell’incontro ha fornito gli elementi di riscontro che hanno consentito ai magistrati della D.D.A. di richiedere l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.