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La bellezza della complessità e...Genova con il meeting di Tiziana Leopizzi

di Giulia Cassini

Da ARTOUR-O il MUST al turismo urbano e alla valorizzazione di Genova con l'assessore Laura Gaggero

ARTOUR-O il MUST è dalla sua origine, e tra le varie sfaccettature, una piattaforma di progetti con due appuntamenti annuali dedicati alla promozione dell'arte e della creatività nata in Italia.
Fisicamente in genere il primo si svolge a Firenze a marzo il secondo in giro per il mondo. È un palcoscenico per nuovi progetti di comunicazione che grazie ai contenuti  (principalmente arte e design) catalizzano visibilità, come precisa la sua anima da sempre che mette cuore e passione in questo ambito, Tiziana Leopizzi. La rete attivata in questi anni è in continua crescita e non si ferma neppure ai tempi del coronavirus.
 
Leopizzi lo fa con riunioni virtuali coi maggiori intellettuali d'Italia e del mondo e, nella conferenza di domenica 26 aprile in serata, tratta il tema della complessità applicato all'uomo, ai vari ambiti della conoscenza, dell'arte fino al marketing e al turismo. 
Tanti gli ospiti, ben oltre quelli calendarizzati (Marta Brusoni, consigliere comunale di Genova, Fulvio Forino, organizzatore del Festival della Complessità, Filippo Queirolo presidente Comitato Promotore della Fondazione Da Vinci ed Elena Tempestini giornalista e scrittrice), a riprova dell'elevato interesse verso questi appuntamenti culturali. 
 
Il filo conduttore della complessità ha trovato così ampia trattazione dalla testimonianza sulla musica di Angela Carla Magnan con la definizione stessa di questo tipo di arte e con la realtà di rete e di condivisione Sistema Musica Genova su concerti, eventi, kermesse musicali organizzati da diverse associazioni genovesi  fino al Festival della Complessità di Fulvio Forino, che quest'anno avrebbe toccato l'undicesima edizione. "Complessa non è una parola accogliente- dice Forino- in realtà etimologicamente significa 'tessuto insieme' " ed è fondamentale, tanto più in un mondo iperconnesso, ipersistemico come quello di oggi.
Il Festival che coordina è diffuso in tutte le regioni, con oltre 40 città attive, per quanto riguarda gli anni scorsi da metà maggio a metà luglio.
 
Le idee ben collimano con la ricca esperienza di Elena Tempestini che ha messo a disposizione la sua capacità di valorizzare la complessità e le connessioni recentemente anche per Unesco. Un modo di procedere esperto e per progetti strutturati che accomuna il modo di agire di Filippo Queirolo, partito dal manifesto di una possibile realtà culturale, dall'attivazione di sinergie reali di condivisione con le persone e di collegamenti nel mondo prima della costituzione definitiva della Fondazione Da Vinci(quando solitamente prima si dà una veste istituzionale e poi si reclamizza e si cerca di aumentarne le potenzialità). E' il cambio di passo della consapevolezza e del saper fare avulso dalla frenesia che Tempestini definisce con la metafora dei vasi: "In questo momento storico è come se ognuno di noi fosse in un vaso, si scinde la parte razionale da quella intuitiva, si è immersi nel silenzio, ma allo stesso tempo nel rumore del pensiero complesso, quello che ci porta alla trasformazione. Tutti usano l'analogia delle radici per indicare l'uomo, io penso che sia più corretta quella del seme". Grande profondità e attenzione sociologica che ben si applica alla filosofia di ARTOUR-O il MUST  capace di arrivare ad una grande concretezza.
 
Non a caso, come riferisce Leopizzi ARTOUR-O il MUST è una costellazione di identità autonome che si incontrano mettendo in rete la musica, il cibo, la moda, l'arte contemporanea, l'architettura, la storia, il design... Un modo di procedere utilizzato sostanzialmente come approccio, secondo quanto spiega la consigliere comunale Marta Brusoni, anche nella commissione del 24 aprile in videoconferenza con l'assessore Laura Gaggero, determinata nel ridare fiato al turismo e alle realtà del territorio proprio stimolando la diversità delle offerte. Genova per molti turisti è l'Acquario, lo è, ma è anche una straordinaria città d'arte con moltissimi percorsi attivabili: si stanno incanalando veri e propri itinerari strutturati in grado non solo di far rispettare al flusso di visitatori il distanziamento sociale, ma anche e soprattutto di valorizzare la città. Una buona notizia per Genova: le idee istituzionali e quelle che partono dalla comunità e dalle sue necessità (dal mondo delle associazioni spesso rette dal volontariato) questa volta coincidono perfettamente. Un buon segno per l'immediato futuro.