Domenica, 15 luglio 2018

Raccolta differenziata, una battaglia di civiltà per riscattare il passato

2018-03-13T17:32:09+00:00

La raccolta differenziata dei rifiuti è certamente una battaglia di civiltà che ha più di un obiettivo: infatti, oltre che a diminuire l’inquinamento urbano, consente diverse direzioni di distruzione per i rifiuti stessi con l’abbattimento di effetti ecologici negativi e la possibilità di effettuare, con buoni ricavi economici, il riciclaggio e la produzione di energia, con ricadute economiche positive per le comunità cittadine. Il progetto fa parte delle ambizioni del sindaco Marco Bucci e della sua giunta che, grazie alla sua formazione americana e la lunga carriera di manager, vorrebbe una “città del futuro” in tanti settori operativi e di servizio. Ambizione più che giustificata, anche perchè, quantomeno nell’Italia del Nord nopn mancano centri capoluoghi di Regione che hanno già ottenuto più che buoni risultati con questa politica. Al di là dei successi “asburgici” di città come Trento e Bolzano, ma anche come molti capoluoghi di media dimensione del Veneto e della Lombardia, oltre che di città come Milano, la scelta strategica di Bucci è importante, anche come svolta “culturale”. I genovesi, insomma, devono cambiare le loro abitudini, sia in centro, sia in periferia, sia nel centro storico. Oggi la cosiddetta “differenziata” sfiora il 34% della raccolta. Ma il progetto, anche a livello nazionale, punta a un traguardo del 50% entro un anno per toccare l’ambito 65% entro la fine del 2020. Non sarà facile. Genova è una città scoscesa e articolata, dove gli stessi mezzi di raccolta compiono un lavoro non sempre agevole, tanto è vero che si punterà, proprio nell’arduo centro storico a razionalizzare la raccolta in 30 “ecopunti” al fine di evitare comportamenti sconcertanti di abbandono disordinato dei rifiuti. Per il resto della città si conta di realizzare dei “cassonetti sotterranei” dove raccogliere i rifiuti cosiddetti “umidi”, già separati da vetro, plastica e carta , tutti materiali destinati al riciclaggio o alla produzione di energia, Dovrebbero sparire le cosiddette “campane” troppo inngombranti. Un obiettivo è infatti, accanto alla raccolta differenziata, quello di liberare strade e marciapiedi da eccesso di ingombro. Nel frattempo, si ritiene ormai scontata la riapertura parziale della discarica di Scarpino anche al fine di alleggerire una parte dello scarico dei rifiuti, anche se si tratta d’una scelta temporanea. Scarpino resto un “vulnus” della politica dell’amministrazione pubblica genovese. Sarebbe stato più intelligente e certamente meno inquinante realizzare un impianto termico distruttore oltre vent’anni9 fa, come fecero le amministrazioni (tutte di sinistra) dell’Emilia e della Lombardia. Ma a Genova scattò il veto ecologista che aveva ancora un certo peso e ci si tenne la immensa discarica iperinquinante e produttrice di liquami. Toccherà ora a Bucci, che assume la sfida dei prossimi tre anni, a riscattare il passato. E’ una bella sfida.