Lunedi, 21 gennaio 2019  

Decreto sicurezza, Bagnasco: “I sindaci facciano obiezione di coscienza”

Il cardinale: "Sono persone che chiedono aiuto". Garassino: "Stop business falsa accoglienza"
2019-01-04T20:46:38+00:00

“I sindaci dovranno prendere le loro decisioni, verificarle a livelli giusti e comunque l’obiezione di coscienza è un principio che viene riconosciuto, mi pare”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente dei vescovi europei, sul decreto sicurezza voluto dal ministro Salvini che molti primi cittadini vogliono rifiutarsi di applicare perché ritenuto discriminatorio e dannoso.

Parole sussurrate, quelle del porporato a margine della messa per i giostrai del luna park di Genova alla Foce, che però esorta – con cautela – alla disobbedienza: “L’obiezione di coscienza riguarda valutazioni personali in merito a situazioni concrete. Ognuno prenderà le proprie decisioni, nel rispetto dell’ordinamento. Essendo una cosa personale, bisogna che ognuno pensi a quello che ritiene, ripeto, nell’ordinamento generale. Nessuno credo voglia essere sovversivo, ma ci sono problemi che richiedono giudizi di coscienza. Sono persone che magari chiedono aiuto perché fuggono da situazioni disperate”.

“A me interessa che le persone che hanno bisogno vero, serio e onesto, possano trovare un aiuto”, risponde Bagnasco alla domanda se ritenga il decreto effettivamente lesivo dei diritti garantiti dalla costituzione. E fornisce un modello da seguire: “Il campus di Coronata certamente è un buon esempio, un esempio virtuoso di integrazione perché c’è un percorso preciso, fatto di borse lavoro, di insegnamento di mestieri e di tirocini. Mi pare sia una cosa molto buona. Un esempio a cui ispirarci”.

“Con il Decreto Salvini, come amministratori locali avremo finalmente a disposizione uno strumento che tiene conto delle esigenze dei cittadini”. Lo dichiara l’assessore alla Sicurezza del Comune di Genova Stefano Garassino. “Riusciremo a mettere in atto misure efficaci per la sicurezza urbana a tutti i livelli. Con questo decreto potremo dotare le nostre forze dell’ordine dei taser, applicare dei braccialetti elettronici agli stalker ed estendere il Daspo urbano per accattonaggio molesto. Questi sono solo alcuni esempi degli strumenti che con la nuova legge avremo a disposizione. – evidenzia – Inoltre potremo porre un freno al business della finta accoglienza che ha portato nelle nostre città migliaia di delinquenti. Se ne facciano una ragione i sindaci di centrosinistra che, ingiustamente, hanno attaccato il Ministro dell’Interno. Meno caos e più ordine grazie al decreto legge di Matteo Salvini”.

Intanto più di 30 sindaci, tra cui il genovese Bucci, lo spezzino Peracchini e l’imperiese Scajola, si sono schierati a difesa dell’applicazione del decreto sicurezza. Hanno scritto una lettera ai vertici dell’Anci per chiedere un confronto ed evitare che l’associazione che rappresenta i primi cittadini venga usata strumentalmente per sostenere posizioni politiche. I sindaci chiedono ad Anci di non dare la sensazione di aderire alle tesi del partito dell’accoglienza e che si faccia carico della sensibilità di tantissimi sindaci di città piccole, medie e grandi che guardano al decreto sicurezza come a un necessario strumento normativo.

TELENORD

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