Lunedi, 21 gennaio 2019  

Decreto Genova, ultima chiamata: oggi il voto finale al Senato

Torna il condono per Ischia, si allarga la fronda M5s. Rixi: "Senza il sì non si ricostruisce"
2018-11-15T11:42:44+00:00

Ultimo round per il cosiddetto ‘decreto Genova’ nell’aula del Senato. Entro mezzogiorno il testo dovrebbe essere approvando superando il rischio della terza lettura a Montecitorio che farebbe scadere l’efficacia del provvedimento. L’attenzione della politica nazionale, però, non è sulla ricostruzione di Ponte Morandi ma tutta sul caso Ischia e sulla fronda interna al Movimento 5 Stelle. Il governo, dopo essere andato sotto tradito dai dissidenti De Falco e Nugnes, ci ha messo una toppa e ha fatto approvare da palazzo Madama un emendamento che reintroduce il condono.

Ora non dovrebbero esserci più sorprese. Ma resta alta l’incognita sulla tenuta della maggioranza gialloverde che aveva già fatto passare sul filo al Senato la fiducia sul decreto sicurezza con 163 voti, due soli in più rispetto alla maggioranza politica di 161. A Ischia dovrebbe tornare il condono edilizio per le case danneggiate dal sisma di un anno fa per chi aveva fatto richiesta di sanatoria che non ha avuto ancora risposta. Si torna così al testo iniziale dell’articolo 25 del decreto, per cui restano il riferimento e l’applicazione della legge sul condono dell’85 (quello del governo Craxi) per le istanze pendenti.

Per il Pd a proclamare il ‘no’ al voto è Matteo Renzi. Per il segretario Martina “dal governo solo tante promesse, zero fatti e un decreto totalmente insufficiente”. Forza Italia invece sceglierà l’astensione, come ha già fatto alla Camera e in nome dei tanti che a Genova non possono aspettare. Del resto in serata ha annunciato la libertà di voto sull’emendamento clou che pur essendo quello che ha mandato ko la maggioranza per la prima volta, riguardando il condono, ha creato una piccola diaspora anche dentro il partito di Berlusconi. Sei parlamentari forzisti campani hanno minacciato l’autosospensione se non si fosse fatto un passo indietro. Dopo la bocciatura dell’emendamento, anche la minaccia è rientrata.

RIXI: SENZA VIA LIBERA IMPOSSIBILE RICOSTRUIRE

“La ricostruzione non partirà domani, è partita ieri” ma “senza il via libera di questa Camera è impossibile per qualsiasi commissario straordinario, che non è ancora nella funzionalità dei suoi poteri, fare qualsiasi tipo di intervento per la demolizione e la ricostruzione a Genova”. L’ha sottolineato il viceministro alle Infrastrutture e ai trasporti Edoardo Rixi intervenendo in Aula, al Senato, nella discussione generale sul decreto Genova e altre emergenze. Il sottosegretario della Lega ha quindi ha fatto appello al “senso di responsabilità dei senatori in vista di un’operazione di concretezza e rapidità”, aggiungendo: “Mi auguro che il decreto possa uscire con il più grande consenso” perché “questo è lo scopo di questo decreto: dare uno degli strumenti necessari al commissario per far ripartire rapidamente un pezzo importante dell’economia del Paese”.

TELENORD

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