Lunedi, 21 gennaio 2019  

Decreto Carige, i commissari rassicurano: “Non ci saranno esuberi”

Spinelli positivo: "Una svolta, oggi rinasce la banca". Sga pronto a rilevare i crediti deteriorati
2019-01-08T20:12:34+00:00

 “Il piano di salvataggio di Banca Carige non prevede esuberi”. E’ questa l’assicurazione che i tre commissari nominati dalla Bce hanno riferito ai rappresentanti sindacali nel corso dell’incontro che si è tenuto a Genova. “E’ una svolta. Credo che oggi ci possa essere la rinascita di Carige”, aveva detto poco prima l’imprenditore Aldo Spinelli, interpellato all’uscita dell’istituto dove aveva incontrato i tre commissari. “Le parole che abbiamo sentito ci tranquillizzano sui tutti i fronti. Tutti quelli che hanno lavorato, governo, presidente Modiano e amministratore delegato Innocenzi, hanno la competenza e la capacità. Se vengono lasciati lavorare, la banca può rinascere”. Spinelli, già in cda, è socio con l’1% circa di Carige.

L’imprenditore genovese ha incontrato i commissari straordinari della banca prima che arrivassero i rappresentanti dei sindacati di categoria. Il vertice con i tre commissari è iniziato alle 12 ed è durato poco più di un’ora. Al centro, le strategie dell’istituto per definire il piano di salvataggio dopo il commissariamento deciso dalla Bce. I sindacati sono fortemente rappresentativi all’interno della banca: la sigla principale è la Fabi con 1.400 iscritti, seguita da First Cisl con 1.150, Uilca 500, Fisac Cgil 590, Unisin 45. Su un totale di 4.205 dipendenti sono 520 i non iscritti ad alcun sindacato.

“Al momento non c’è alcun partner per una eventuale aggregazione con Carige”, hanno spiegato fonti presenti all’incontro tra i sindacati di categoria e i tre commissari straordinari nominati dalla Bce. “Quanto letto sui quotidiani”, dicono ancora, “è sostanzialmente un’invenzione dei media. Quanto all’intervento pubblico in Carige questo darà maggiori possibilità ai commissari di prendere tempo sulla questione di eventuali fusioni, che rimane comunque un processo ineludibile”, concludono.

“La prima fase è un piano industriale entro febbraio da realizzare in tempi rapidi”, ha detto il segretario generale nazionale Fabi, Lando Sileoni, al termine della riunione. “Poi abbiamo chiesto garanzie che non siano toccati i lavoratori, che già hanno pagato sia in termini di organici che in termini economici. E’ stato detto in maniera molto chiara che la banca dovrà cambiare modello organizzativo e quindi per i prossimi mesi prevediamo che non ci siano tagli. Il problema si potrebbe ripresentare nel momento in cui ci fosse un’aggregazione e lo affronteremo, se sarà, allora”, ha concluso Sileoni.

“Con il provvedimento del Governo, che sgombra il campo dai dubbi di solvibilità, è stata scongiurata la corsa agli sportelli, ma adesso bisogna pensare al rilancio della banca e per una vera ripresa dell’attività commerciale è indispensabile l’investimento in capitale umano”. E’ il commento di Riccardo Colombani, portavoce della segreteria nazionale di First Cisl. “Negli ultimi cinque anni la contrazione dei depositi e dei finanziamenti è stata spaventosa e non si può pensare a un recupero se il numero di dipendenti per filiale resta più basso di quello dei competitor: è proprio lì, sugli sportelli al servizio del territorio, che si deve investire per far uscire la banca dalle secche”, ha precisato Colombani.

“Basta con i tagli lineari dei costi e del personale, è necessario iniziare una fase nuova. Bisogna premiare i Lavoratori che in questi anni e in questi giorni hanno difeso con le unghie e con i denti la banca”, ha dichiarato il presidente della Uilca, Massimo Masi, dopo l’incontro. La Uilca, “chiede che Carige venga non solo messa in sicurezza ma che venga rilanciata per il bene delle Lavoratrici e dei Lavoratori, per il bene di Genova e della Liguria e per la ripresa di un territorio devastato dalla tragedia del ponte Morandi. Vogliamo risposte e impegni, non ci accontenteremo di vacue promesse”, ha concluso Masi.

“Con soddisfazione registriamo che il principio di lealtà è permeato nello spirito anche di questo Governo che ha sostanzialmente replicato nel Decreto di salvataggio la linea tenuta dai passati governi per il caso Mps”, ha sottolineato Giuliano Calcagni, segretario generale della Fisac Cgil.

Intanto la Commissione europea “prende nota dell’adozione del decreto” legge su Carige ed è “pronta a discutere con le autorità italiane sulla disponibilità e sulle condizioni degli strumenti all’interno del quadro legale dell’Ue”. Lo ha detto un portavoce della stessa Commissione, dopo il via libera ieri al decreto legge su Carige, sottolineando che l’esecutivo comunitario è “in contatto con l’Italia”.

CREDITI DETERIORATI E DUE DILIGENCE – Sarebbe di circa 2 miliardi il target di crediti deteriorati – soprattutto unlikely to pay – che Banca Carige vorrebbe vendere subito, dopo la due diligence sugli npe (esposizioni non performanti), in modo da rendere la banca più attrattiva a potenziali soggetti compratori. Lo stato dell’arte delle posizioni creditizie della banca è fotografato dall’ultima trimestrale, dopo i conti dei nove mesi: i crediti deteriorati lordi sono 4,8 miliardi e l’npe ratio si attesta al 27,5%. Si tratta della percentuale dei crediti dubbi sul totale dei crediti concessi alla clientela dalla banca (circa 17 miliardi). L’indicatore, però, non tiene conto delle ultime operazioni di derisking concluse nell’ultimo trimestre dell’anno, per complessivi 1,3 miliardi, che hanno portato, come reso noto dalla stessa banca, il credito deteriorato del gruppo a scendere a 3,5 miliardi, “raggiungendo con un anno di anticipo il target assegnato da Bce per il 2019”.

La Sga, la società controllata dal Tesoro che si occupa di recuperare crediti deteriorati, è pronta a scendere in campo per analizzare ed eventualmente rilevare i crediti dubbi che Carige vuole smaltire. E’ quanto si apprende in ambienti finanziari dopo che l’istituto ligure ha annunciato che verrà avviata una due diligence su una consistente dei suoi crediti deteriorati “a cui – ha spiegato Carige – saranno invitati alcuni tra principali operatori italiani e esteri”.

I commissari di Carige intendono trovare un compratore di circa 1,7-2 miliardi di npl in poco tempo e sarebbe la Sga, la società del Tesoro che ha già preso in carico i 20 miliardi di crediti deteriorati di Veneto Banca e Bpvi, il soggetto principale con cui avrebbero iniziato le trattative. Nel suo piano, al 2023 la società guidata da Marina Natale ha annunciato di voler ampliare la dimensione del suo portafoglio di esposizioni. Sempre nei nove mesi chiusi a fine settembre, la banca registrava sofferenze lorde pari a 1,8 miliardi e inadempienze probabili lorde alla clientela da 2,9 miliardi. A metà dicembre, Carige ha ceduto con una cartolarizzazione un portafoglio di sofferenze per un valore lordo contabile pari a 964 milioni.

“Sono contento che il Governo se ne stia occupando” ma “la testa pensante” dei vertici di banca Carige “è importante che sia nel territorio”. Lo ha detto il sindaco di Genova Marco Bucci commentando la situazione di Banca Carige. “Parliamo chiaro – ha aggiunto – la banca del territorio è una cosa importante. Se poi in passato qualcuno ha gestito male le banche del territorio non è buon motivo per non averle. E’ opportuno che i cittadini abbiamo una banca di riferimento e che questa banca aiuti la città a svilupparsi e l’economia locale e noi vogliamo aver questi mezzi. Questo serve alla città e a tutta la Liguria. Sono due cose sulle quali non possiamo mollare – ha concluso – Tutto il resto è discutibile”.

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