Martedi, 20 novembre 2018  

Crollo ponte, spunta una tesi choc: “A Genova un attentato”

Ma il procuratore Cozzi: "Una tesi delirante, nessuna evidenza di esplosioni"
2018-08-30T17:39:57+00:00

Il ponte Morandi sarebbe stato fatto saltare per aria, con delle cariche esplosive piazzate ad hoc. Un attentato, quindi. E’ la tesi choc del professor Enzo Siviero, ingegnere padovano, per anni docente allo Iuav di Venezia, riportata dal Corriere del Veneto dopo le sue dichiarazioni a Reteveneta. Siviero si ricorda che e’ uno dei massimi esperti al mondo di ponti, ha collaudato ‘Calatrava’ a Venezia, scritto libri, realizzato centinaia di progetti e ha preso una laurea ad honorem in Architettura a Bari.

Ed e’ colui che all’indomani della tragedia di Genova ha ricevuto da ‘Spea Engineering’, societa’ di progettazione e manutenzione del gruppo Autostrade per l’Italia, un incarico di consulenza per studiare proprio le cause del crollo. O almeno questo e’ quello che lui aveva dichiarato una settimana fa e che avevano scritto i giornali, senza ricevere smentite. Ebbene, martedi’ sera durante il telegiornale di Reteveneta, Siviero, presentato nel servizio appunto come ‘consulente di Spea’, ha avanzato l’ipotesi dell’attentato dicendo che non si sente di escluderla e che stanno “circolando dei video”.

“Quella dell’attentato e’ un’ipotesi che sto esplorando io stesso. La dinamica e’ compatibile. Il ponte Morandi e’ molto pulito, ha degli elementi, mancando i quali non tiene piu’. Se sono state messe delle microcariche di un certo tipo in pochi secondi salta. Al momento e’ un’ipotesi che valuto sopra al 50 percento. Ci sono dei lampi, c’e’ un crollo verticale, insomma ci sono molti elementi”. Ma chi sarebbe stato allora, gli veniva chiesto? “Autostrade e’ diventato il leader mondiale delle autostrade affermava Siviero ci sono altri soggetti che potrebbero essere interessati a prendere in mano le situazioni, non ci dimentichiamo che fine a fatto Mattei”. Dopo queste dichiarazioni a Reteveneta, il giornalista del Corriere del Veneto ha sentito il diretto interessato che ha “confermato tutto”.

“C’e’ una fortissima probabilita’, superiore al cinquanta per cento, che si tratti di attentato. E penso che nel giro di 4-5 giorni saro’ in grado di supportare tale ipotesi”. Siviero, ha precisato che queste considerazioni le fa a titolo esclusivamente personale, in quanto Spea gli ha “chiesto di controllare” quanto fatto in passato dal punto di vista della manutenzione. In tutto questo “Spea prima confermava l’esistenza del rapporto di consulenza con Siviero; poi, pero’, dopo alcune verifiche, faceva sapere che a colloqui iniziali non era seguito alcun incarico formale”.

Intanto è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la delibera del Consiglio dei ministri con la dichiarazione dello stato di emergenza dopo il crollo del ponte Morandi, sulla A10, a Genova avvenuto nella mattinata del 14 agosto.

IL PROCURATORE COZZI REPLICA: “NESSUN ATTENTATO” – “Sulla base degli elementi noti e conosciuti non risulta evidenza di esplosioni, né sono state trovate bombole di acetilene. Si parla di lampi e di fulmini ma non di esplosioni. Valutiamo tutto ma non ipotesi fantasiose o deliranti”. Lo ha detto il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, smentendo di fatto l’ipotesi di un attentato all’origine del crollo di Ponte Morandi. “Noi dovremmo prendere in considerazione fattori eccezionali in grado da soli di determinare un evento, questo è quello che dice il codice penale. Se una persona è molto malata -ha concluso riferendosi all’ipotesi del fulmine- anche un’influenza può determinare dei grandi effetti”.

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