Lunedi, 21 gennaio 2019  

Carige, Beppe Grillo: “Come Mps? Non sanno quello che dicono…”

A breve i commissari chiederanno la garanzia dello Stato sui nuovi bond
2019-01-12T19:19:52+00:00

I commissari straordinari di Carige presenteranno già la prossima settimana la richiesta di accedere alla garanzia statale sui bond, richiesta che dovrà ricevere il preventivo via libera della Ue in termini di compatibilità con la disciplina degli aiuti di Stato. L’ammontare è ancora oggetto di esame, con indiscrezioni di stampa che quantificano tra gli 1 e i 2 miliardi i bond che Carige – i cui rating sono stati messi sotto osservazione da Moody’s con “direzione incerta” – potrebbe lanciare sotto l’ombrello dello Stato.

Ma la prossima settimana si preannuncia calda anche sul fronte politico, dopo che il governo è finito sotto il fuoco dell’opposizione per un salvataggio-fotocopia a quello del governo Gentiloni per Mps. Giovedì il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, verrà ascoltato dalle commissioni Finanze congiunte di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame del Dl Carige.

“Hanno fatto la stessa cosa per cui ci dicevano ‘venduti ai banchieri’, hanno messo soldi pubblici e salvato una banca”, ha attaccato l’ex premier Matteo Renzi. Risponde al fuoco Beppe Grillo intercettato a Napoli: “Gesù, non perdonare loro perché non sanno quello che dicono. Non è mica il Monte dei Paschi di Siena, che io sono andato due volte a parlare nel consiglio di amministrazione di Mps. Vedi chi l’ha distrutta quella banca lì, vedi chi c’era nella fondazione, una banca da 35 miliardi portata a uno e mezzo, vedi tutti i valori che ha disfatto il Partito Democratico, va’. Carige? È completamente un’altra cosa”.

La banca lavora intanto alla due diligence sui crediti deteriorati, per la quale si scalda la Sga, con l’obiettivo di cederne almeno 1,5 miliardi e presentarsi, con il piano di fine febbraio, in condizioni adeguate per attrarre potenziali partner. Sulle aggregazioni si muove l’advisor Ubs, che incasserà una commissione di 5 milioni di euro se riuscirà ad accasare l’intera banca, ridotta a 3 milioni nel caso in cui venga aggregata solo la ‘good bank’. La ‘fee’, in linea con i valori di mercato ma impegnativa per una banca in crisi come Carige, verrà percepita solo nel caso in cui la ricerca abbia successo.

A spingere per Ubs, lo scorso 23 ottobre, fu l’allora ad e attuale commissario, Fabio Innocenzi, che proveniva proprio dalla banca svizzera. Questo aspetto fu oggetto di dibattito e qualche malumore nel consiglio, che comunque approvò la scelta all’unanimità pur in assenza di un processo di selezione, sulla base delle rassicurazioni fornite da Innocenzi, che riponeva piena fiducia nelle capacità degli ex colleghi.

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