Cannabis terapeutica in Liguria, tante richieste e qualche criticità

di Eva Perasso

Una cura sperimentale su cui la Regione sta investendo, ma ancora c'è molto da fare

Cannabis terapeutica: la Liguria, con altre regioni italiane, da anni lavora affinché sempre più pazienti possano usufruire di questa cura sperimentale che aiuta a combattere il dolore cronico, aiuta chi soffre di patologie degenerative come la fibromialgia, aiuta i pazienti sotto chemioterapia. Ma sono diversi gli aspetti su cui ancora c'è da fare: per fare il punto sulla situazione ligure abbiamo intervistato Valentina Zuppardo, presidente dell'associazione Infiorescienza che riunisce pazienti, medici e farmacisti impegnati sul campo e la dottoressa Monica Bonfiglio, responsabile del Centro di terapia del dolore di Asl4 Chiavari.

Un'audizione in Regione nella prima metà di settembre ha fatto il punto sulla situazione della cannabis terapeutica in Liguria: disponibilità della terapia, accessibilità ai preparati presso le farmacie territoriali, la ricerca in collaboraizone con l'università di Genova e la formazione dei medici che possano prendere in cura i pazienti.

"Abbiamo rilevato criticità sul territorio: chiediamo che vi sia una distribuzione omogenea della terapia sulle 5 Asl in termini di varietà e tipologia dei preparati, che vengano aperte convenzioni con le farmacie territoriali, che venga garantita la continuità terapeutica perché purtroppo ancora a luglio è stata registrata carenza di terapia nella Asl2 di Savona e i pazienti sono rimasti due mesi senza terapia", dichiara Valentina Zuppardo di Infiorescienza.

Qualcosa si muove: Asl3 per esempio, che copre il territorio genovese, ha iniziato a produrre l'olio di cannabis e prenderà in carico 170 pazienti residenti nel territorio genovese che oggi si curano a Savona. 

"Dall'agosto 2012 - data della prima legge regionale in Liguria - è partito il lavoro di un gruppo di medici della terapia del dolore, delle cure palliative, di farmacisti ospedalieri coordinato da Alisa che ha portato a una codifica del percorso di cura, delle indicazioni di prescrizione, dell'utilizzo di cannabis terapeutica a carico del sistema santiario regionale", racconta la dottoressa Bonfiglio, che ha partecipato attivamente alla stesura delle linee guida. 
"Per Regione Liguria le indicazioni sono il dolore cronico refrattario alle terapie in commercio (o che portano efetti collaterali insostenibili), gli effetti collaterali della chemioterapia, il dolore da spasticità nelle terapie degenerative neuromuscolari, inclusa la fibromialgia, infine la sofferenza globale del paziente cronico con una situazione irreversibile", continua la dottoressa Bonfiglio.