Giovedi, 22 agosto 2019  

Calata Bettolo, l’Enac blocca tutto. E il porto di Genova trema

Parere negativo per l’avvio delle operazioni da parte di Msc: “Gru troppo alte, un pericolo per l’aeroporto”
2019-07-20T11:34:59+00:00

La doccia fredda arriva via posta elettronica certificata. Una missiva di Enac, indirizzata a tutti i soggetti interessati e alle autorità di controllo, che mette nero su bianco quella che è già di per sé una notizia tutt’altro che positiva per il porto di Genova ma che, a voler leggere fra le righe, potrebbe rappresentare un problema ancora maggiore. In sostanza, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, raccogliendo un parere dell’Enav, boccia l’attuale progetto di calata Bettolo, area nel cuore del porto storico, ferma da più di 14 anni e sulla quale il gruppo Msc ha intenzione di insediarsi facendo transitare 550 mila teus in più rispetto a quelli già operati all’ombra della Lanterna. La piena operatività del nuovo terminal è prevista per il 2022, ma il progetto era quello di anticipare i tempi su una parte della nuova banchina, circa 70 mila metri quadrati, per iniziare le operazioni già entro la fine di quest’anno con circa 150 mila teus. Tutto in forse, anzi fortemente a rischio però, proprio per via del diniego dell’Enac.

Il problema nasce appunto da un parere dell’Enac, che si rivela negativo: l’area in questione è infatti inserita nel vincolo aeronautico, vista la vicinanza con l’aeroporto di Genova, e secondo l’ente sussisterebbe un’“interferenza dei manufatti gru con le superfici aeronautiche di tutela del vincolo e delle operazioni di volo in condizioni di emergenza. Ancora, secondo Enac, le gru previste in progetto costituirebbero “limitazione per il carico al decollo della testata pista RWY 10” e “limitazione al possibile sviluppo delle infrastrutture di volo lato testata 28”, pregiudicando quindi il possibile sviluppo aeroportuale. Quindi ecco da parte della direzione centrale il parere negativo all’intervento proposto, fatta salva la possibilità del consorzio Bettolo – che fa capo appunto a Msc – di presentare un progetto diverso con gru più basse che non incidano sulle superfici aeronautiche.

La doccia fredda è per tutti i soggetti coinvolti nell’operazione e non solo. In primis per il consorzio Bettolo e quindi per Msc, che con l’operatività della banchina avrebbe portato a Genova un traffico aggiuntivo rispetto all’attuale di oltre mezzo milione di teus, oltre a settanta posti di lavoro nell’immediato e almeno altrettanti con la piena operatività: a dir poco una boccata d’ossigeno per il porto ligure e per tutta la città. Boccata d’ossigeno che ora è fortemente a rischio. La cattiva notizia però è anche per la parte pubblica, che su calata Bettolo ha investito circa 200 milioni di euro e adesso rischia di veder saltare il banco.

Ancora, le conseguenze del diniego di Enac potrebbero avere ripercussioni anche sulle altre concessioni del bacino vecchio, quello di Sampierdarena, che peraltro sono più vicine al “Colombo” di quanto non sia calata Bettolo e quindi sottoposte a vincoli ben più stringenti: aree su cui insistono gru di altezza del tutto simile a quelle che verrebbero installate a calata Bettolo. Perché quindi per queste aree Enac e Enav non hanno avuto nulla da obiettare a suo tempo, e adesso invece stoppano il progetto di calata Bettolo che è più lontana dal “Colombo”?

Si tratta di almeno altre quattro concessioni che potrebbero finire a questo punto sotto la lente d’ingrandimento: aziende, anche queste, che movimentano centinaia di migliaia di container e che assicurano un notevole indotto, anche in termini occupazionali, per tutta la città.

Una doccia fredda, per tutti. Soprattutto per Genova, che ancora una volta vedrebbe bloccati i suoi piani di sviluppo.

Pietro Roth

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