Martedi, 20 novembre 2018  

Atlantia, sul bilancio 2018 pesano il caso del ponte Morandi e i rischi per lo stop alla concessione

Il mancato introito dei pedaggi nei caselli dell'area di genova è pari a circa due milioni di euro
2018-11-09T17:40:51+00:00

I risultati dell’esercizio 2018 di Atlantia, “in attesa degli esiti degli accertamenti in corso circa il crollo di una sezione del Viadotto Polcevera di Genova, sono impattati dai previsti costi di ripristino dello stesso e dai costi in relazione alle conseguenti iniziative intraprese da Autostrade per l’Italia per Genova (la cui stima preliminare al 30 settembre 2018 è pari a 350 milioni di euro)”. Lo si legge nella nota del cda del Gruppo sui risultati dei primi 9 mesi.

Si ritiene doveroso evidenziare potenziali rischi – aggiunge la nota – derivanti dalla contestazione di presunto grave inadempimento agli obblighi convenzionali pervenuta ad Autostrade per l’Italia dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a seguito del crollo” del Ponte Morandi a Genova e dall’eventuale attivazione dei procedimenti” di decadimento della convenzione. Lo si legge nella nota del cda di Atlantia sui risultati dei primi 9 mesi in merito all’evoluzione prevedibile della gestione.

Nei primi 9 mesi il Margine operativo lordo (Ebitda) di Atlantia è pari a 2,913 miliardi (in aumento del 3%, +4% su base omogenea). L’Ebit è pari a 1,654 mld (-13%). I ricavi operativi sono pari a 4,625 miliardi (+2%): in particolare, i ricavi da pedaggio crescono dell’1% a 3,229 miliardi; i ricavi per servizi aeronautici segnano un +5% a 637 milioni di euro. Il Cash flow Operativo è pari a 2,103 miliardi, in aumento dell’8% (+7% su base omogenea). L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2018 ammonta a 9,907 miliardi, in aumento di 411 milioni rispetto al saldo 31 dicembre 2017, per effetto – precisa la nota – essenzialmente dell’acquisto del 15,49% del capitale di Getlink per un importo di 1.056 milioni di euro. “Nel convincimento che Autostrade per l’Italia abbia adempiuto ai propri obblighi concessori e nelle more degli esiti dell’accertamento delle cause del crollo di una sezione del Viadotto Polcevera, Atlantia ha predisposto la situazione contabile consolidata al 30 settembre 2018 includendo le stime preliminari di Autostrade per l’Italia degli oneri direttamente collegati al crollo, impregiudicato ogni accertamento sulle responsabilità”, spiega la nota, precisando che le stime sono “relative ai costi di demolizione e ripristino del viadotto, con connessi oneri per espropri e indennizzi e contributi a persone ed aziende/attività produttive direttamente colpite dal crollo, nonché ai risarcimenti agli eredi delle vittime e ai feriti”. La stima di 350 milioni circa non tiene conto “per motivi prudenziali dei rimborsi assicurativi”, precisa Atlantia, spiegando che queste stime “sono state riflesse nella situazione contabile consolidata al 30 settembre mediante accantonamenti a fondi del passivo patrimoniale per circa 345 milioni, a cui si aggiungono circa 5 milioni di euro di oneri già sostenuti e contabilizzati tra i costi operativi”.

L’iniziativa di Autostrade per l’Italia relativa all’esenzione del pedaggio sull’area genovese”, in seguito al crollo del Ponte Morandi “ha originato un minor introito netto stimabile in circa 2 milioni di euro“.

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