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Alopecia areata, a chi rivolgersi per le cure

di Eva Perasso

Un'associazione supporta chi ne soffre. La visita dal dermatologo. La speranza nei medicinali biologici

Alopecia areata: una patologia molto comune che colpisce anche le donne, che determina la caduta dei capelli. Può essere a chiazze, totale, universale quando oltre ai capelli si perdono anche i peli del corpo. "Devastante dal punto di vista psicologico", racconta il dottor Enrico Rizza, medico di medicina generale e coordinatore scientifico di ANAA, Associazione nazionale alopecia areata. Che spiega: "E' una malattia autoimmune, lo stress può essere un fenomeno scatenante come anche farmaci e infezioni virali, ma deve esserci una predisposizione poiché la sua origine è genetica. Spesso è collegata ad altre patologie autoimmuni come le tiroiditi, la psoriasi, la dermatite atopica, la vitiligine, l'artrite reumatoide". 

Il percorso di cura

La dermatologa Anna Burroni del San Martino di Genova racconta il percorso di cura: bisogna rivolgersi a un dermatologo che abbia una competenza tricologica. "Il percorso di cura è composto da una visita molto accurata con esami ematochimici e una tricoscopia. Prima di dire che c'è una alopecia areata bisogna esserne veramente certi". Una volta visti gli esami, si decide il percorso terapeutico.

Si guarisce dall'alopecia areata? Quali sono le terapie?

"E' possibile avere un unico episodio nella vita e non averne altri. Attualmente facciamo ricorso ai cortisonici da utilizzare localmente e o per via sistemica, attraverso intramuscolo, ma ci sono grandi speranze attraverso i farmaci biologici. Spero vivamente che vengano approvati a breve per i pazienti con forme di alopecia perché permetterebbero a loro e alle loro famiglie di cambiare la vita", sottolinea la dottoressa Burroni.