Gli armatori italiani si “spaccano”, non è la prima volta

E’ data per certa ormai, dopo mesi di tentativi di ricucita e di scontri, la spaccatura all’interno dell’associazione che raccoglie gli armatori italiani. Nascerà in alternativa alla Confitarma un nuovo raggruppamento che deve ancora definire la sua sigla operativa e che accoglierà un socio di grande peso come la MSC di Aponte, nonché Grandi Navi Veloci e Italia marittima. Si aggiungeranno anche flotte di importanza storica come la Flotta Messina, di fatto acquisita da Aponte recentemente. La nuova “formazione” (ma verrebbe da dire la nuova “flotta”) potrà contare su un rapporto privilegiato – leggi alleanza stretta – con la ConfMare, operativa nell’ambito della Confcommercio, che ha come leader nazionale un altro genovese di spicco, Gian Enzo Duci, presidente degli agenti marittimi. In questo contesto che ha una dimensione sovranazionale ma che ha un “ancoraggio” precipuamente genovese e ligure, sembra (certo, ormai) che il nuovo presidente sarà Stefano Messina, in passato già vicepresidente di Confitarma. Occorre dire che, grazie all’alleanza stretta con Aponte, Messina conquisterà un ruolo al quale aveva molto tenuto in passato e che non aveva raggiunto per via delle infinite battaglie sotterranee che caratterizzano sempre tutte le associazioni delle categorie professionali.

Stefano Messina, figlio di Paolo Messina, presidente della storica flotta che ha radici nella Sicilia del XIX secolo come flottiglia di vinicoli con destinazione Genova e che devE la sua crescita sostanziale a suo nonno Ignazio alla metà degli anni Venti, ha tutti i titoli e le qualità per il nuovo ruolo che lo attende, avendo ormai una profonda esperienza sia come manager sia come uomo di pubbliche relazioni. Si è quindi in attesa della concretizzazione della nuova realtà. Non sarà un percorso semplice, perchè la divisione, che evidentemente corrisponde a interessi diversificati in una realtà assai complessa come quella dello shipping e del mondo marittimo in generale, potrebbe complicare i rapporti con il Governo, un po’ come è successo recentemente con la “spaccatura” tra i costruttori di imbarcazioni da diporto, la cui riunificazione, più volte tentata, non è riuscita.

La vicenda della divisione degli armatori non è storicamente una novità. Alla metà degli anni Cinquanta, proprio per uno scontro tra “big” genovesi ci fu una divisione in due associazioni di categoria che durò per oltre trent’anni. Fu infatti un forte dissenso strategico tra Ernesto Fassio e Angelo Costa a provocare la divisione. Fassio, imprenditore allora in crescita e con molte ambizioni, con un gruppo di armatori italiani, uscì dalla Confitarma contando di “scrollare” l’ambiente armatoriale. Siamo ai “corsi e ricorsi” della Storia.