Se da una sera a parlare di Sampdoria si scopre che un’altra politica è possibile

L’altro giorno, quando abbiamo presentato il bellissimo libro di Maurizio Michieli – bellissimo per come è scritto, per ciò che racconta, per le finalità benefiche e per il cuore e l’identità che ci sono dentro – alla libreria del Porto Antico, in prima fila, accanto a Pinuccia Sardella, storica segretaria della Sampdoria, anima blucerchiata, e a Ludovica e Francesca Mantovani, venute a “controllare” la puntualità del loro fratello Enrico, seduto con noi al tavolo, c’era Anna Pettene.

Anche Anna era lì a “fare il tifo”. Per Maurizio e per suo marito Edoardo Garrone, uno che ha contribuito – e tanto – a far sì che la Sampdoria fosse dove è oggi. E, come tutti, in una serata di grazia, come se lo spirito del Natale, ma quello vero, fosse arrivato prima del tempo al Porto Antico, aggraziato dall’elegantissimo albero a led, anche Anna era solare e in splendida forma, elegantissima come l’albero.

Marco Giampaolo, per dire, ha fatto uscire tutta la sua umanità da una certa ritrosia che appare e che invece è solo timidezza. La più bella scoperta della serata, Giampaolo, almeno per me. Anche se Federico Berlingheri, impeccabile addetto stampa blucerchiato, me l’aveva sempre raccontato.

L’altra scoperta è stata proprio Anna Pettene, che è moglie di Edoardo, ma che Edoardo rispetta a tal punto da dire sempre: “Lei è Anna, è mia moglie e la amo. Per favore, evitate di scrivere di lei solo come “moglie di Garrone”. Ha una sua storia e una sua personalità”. Che poi è un’altra dichiarazione d’amore.

Insomma, Anna nei mesi scorsi è stata indicata di volta in volta come possibile candidato sindaco di Genova per il centrodestra, possibile consigliere comunale, possibile assessore, varie ed eventuali.

Ma lei, che pure non ha mai nascosto le sue simpatie per il centrodestra e ad esempio è stata un’attivista della campagna per il no al referendum costituzionale, che invece vedeva Confindustria in prima linea per il sì, si è sempre chiamata fuori.

Personalmente, confesso che di lei mi hanno sempre fatto un po’ paura i retweet e le condivisioni di pensieri social di leader ed esponenti del centrodestra che trovavo troppo estremi ed estremisti, dal tono di voce telematica inversamente proporzionale ai contenuti e al tentativo di risolvere sul serio i problemi.

Urlare o insultare serve forse a prendere voti, più raramente a far bene le cose.

Urlare o insultare, sotto un post, serve forse a sfogare le proprie frustrazioni, difficilmente a costruire qualcosa di meglio.

Insomma, questo essere sempre e comunque “social”, ma con la parte meno nobile del popolo dei like – che invece sa essere alto e nobilissimo, come dimostrano in tanti qui sulla “puntina” – mi spaventava un po’.

E invece.

Invece Anna Pettene ha dimostrato di essere cresciuta.

Continuo a non condividere tutto e sempre di Anna, ma ci mancherebbe che fosse così. A volte non condivido neppure tutto di me…

Ma la svolta è visibile: ora parla di contenuti, di mediazione familiare – la sua specialità da avvocato – di approccio solare e positivo alla politica, di “politica della gentilezza”.

Un po’ come fosse un Dalai Lama al pesto social, tanto è vero che non mancano i riferimenti “arancioni”, che non sono solamente quelli di Giovanni Toti e Marco Bucci, che sono state variabili indipendenti del suo impegno.

La Pettene è cresciuta anche dialogando con esponenti del centrosinistra.

Sulle cose, sui fatti, sui contenuti. Non sugli slogan.

Il dialogo col filosofo piddino Simone Regazzoni, uno che a volte o spesso si può non condividere, ma non è mai scontato e banale, è un ponte fra mondi.

Poi, certo, al centesimo duetto on line fra Simone e Anna, ti chiedi: “Ma non potrebbero telefonarsi, che fanno anche prima?”.

Ma il concetto è chiaro.

La politica della gentilezza, del dialogo, del rispetto, dell’arricchirsi reciprocamente con le idee degli altri, è la mia politica.

Un’altra politica possibile.

Che, nel caso di Anna, è passata dai retweet delle urla altrui ai tweet delle idee proprie.

Rivoluzione copernicana, consigliabile a tutti.