Lo sconsiglio – Senza Mastroianni e Loren, la “Giornata” è normalissima

Fra il 1977 e il 1980, con “Una giornata particolare” e “La terrazza”, Ettore Scola ha firmato la sua coppia di capolavori, una doppietta che l’ha iscritto per sempre nella storia del cinema.

E l’idea di trasformare il primo dei due film in uno spettacolo teatrale, in scena in questi giorni al Politeama Genovese, è azzardata, ma non troppo. In una stagione contrassegnata dalla riduzione teatrale di film storici (vedremo nelle sale genovesi in questi mesi anche “Regalo di Natale” e “Il sorpasso”), “Una giornata particolare” avrebbe tutte le caratteristiche per diventare davvero teatro, a partire dall’unità di tempo, di luogo e di azione.

Però.

Però, c’è un grosso problema.

Valeria Solarino non è Sofia Loren. Intendiamoci, Valeria sa essere anche meglio di Sofia, come ha dimostrato nei suoi lavori con Gabriele Vacis e Alessandro Baricco e in “Palamede, l’eroe cancellato” ha firmato una delle sue migliori interpretazioni di sempre. 

Ma noi per il suo personaggio avevamo e continuiamo ad avere in mente Sofia Loren e la buona volontà della Solarino, la pettinatura uguale e il vestito anni Quaranta non bastano a farcela dimenticare.

Il confronto fra Giulio Scarpati e Marcello Mastroianni è ancor più impietoso e qui sembra di giocare non in campionati diversi, ma proprio in sport diversi.

Così, la regia di Nora Venturini non può far nulla per salvare una splendida storia da un confronto impietoso.

E la giornata particolare diventa normalissima.

Massimiliano Lussana