I competenti al posto giusto, la vera svolta per la città

Non credo che esistano uomini per tutte le stagioni.

Ma credo che esistano persone capaci e competenti.

Non credo che ex consiglieri comunali di qualità debbano essere banditi dalla vita pubblica solo in quanto ex consiglieri comunali, ma credo che, se sono effettivamente di qualità, possano essere risorse importanti per la città.

Ma, allo stesso tempo, non penso che basti essere stati consiglieri comunali per guidare partecipate che richiedono competenze specifiche.

E, giusto per fare nomi e cognomi, credo che sia sacrosanto che Alfonso Gioia possa avere un ruolo, ma che forse l’Aster non sia il migliore dei ruoli per lui, nè che forse Gioia sia l’uomo migliore per l’Aster.

Così come penso che, se Marco Bucci ha valutato che Stefano Anzalone fosse un buon consigliere delegato allo sport nella giunta di Marco Doria, il sindaco abbia fatto bene a confermarlo nel ruolo.

O che se Paolo Gozzi, ex consigliere comunale recordman di preferenze nella scorsa consiliatura nel Pd, è ritenuto una risorsa utile per far crescere Genova, Elisa Serafini abbia dimostrato coraggio e un vero approccio liberale e a-ideologico scegliendolo come suo saggio.

Qui non siamo al”Franza o Spagna purchè se magna”; qui siamo alla valorizzazione di quelli che sono considerati talenti. Che deve venire prima dell’appartenenza.

Fra un amico e uno bravo, io scelgo sempre quello bravo.

Se poi ho anche l’amico bravo, ho fatto strike.

In questo quadro , trovo abbastanza surreali le polemiche e soprattutto il fuoco amico del centrodestra per la nomina di Giovanni Battista Raggi, ex tesoriere del Pd ligure, a presidente del collegio dei sindaci di FSU, la Finanziaria Sviluppo Utilities attraverso la quale il Comune di Genova ha la sua partecipazione in Iren.

Il ruolo dei sindaci, infatti, è assolutamente tecnico e serve il miglior professionista possibile per far bene. Indipendentemente da come vota, da cosa pensa, da che colore di capelli ha.

Per la  cronaca, fra l’altro, Raggi non ne ha, di capelli.

Di competenze sì, però, E’ uno che mangia pane – parecchio, si direbbe, a giudicare dalla mole – bilanci e leggi.

Fa il commercialista, nella vita. E lo fa bene.

L’unica volta che è stato sfiorato da un’intercettazione e da un’indagine – non da un processo – ci ha messo la faccia, anche con i media.

E’ uno che non ha mai ragionato per schemi. In tanti anni in cui sono stato al “Giornale”, nonostante la cosa non fosse particolarmente ben vista dal Pd,  ha scritto decine di articoli, anche fuori linea rispetto a quella del partito.

Ha sempre partecipato anche ai raduni che abbiamo organizzato per dare voce ai moderati, senza rinunciare a dire la sua, anche in questo caso con posizioni sempre lucide, di buonsenso e certamente in linea con chi oggi ha votato Bucci, che non è necessariamente un iscritto a movimenti estremisti. Anzi.

Privilegiando l’onestà intellettuale all’appartenenza.

Privilegiando le idee alle leggi del branco.

E Raggi, quando ha lavorato al Brignole spalla a spalla con Pietro Piciocchi, assessore al Bilancio della giunta di Marco Bucci e uno dei fuoriclasse della squadra del sindaco, che ha risanato i bilanci dell’ente ridandogli un senso anche “industriale”, ha lavorato bene.

Tanto che Piciocchi ha spiegato: “Ho grande stima di Raggi e rivendico pienamente la scelta del suo nome. Io sono contro gli steccati in politica, perchè penso che si debbano scegliere le risorse migliori per il bene della città e del resto la nostra amministrazione ha già dimostrato, anche con altri atti del sindaco di non essere settaria”.

Ecco, se volessi scegliere uno da cui essere governato, vorrei uno che ragiona come Piciocchi.