Euroflora ai Parchi, scacco in due mosse

Premessa maggiore: Euroflora è un grande patrimonio di Genova.

Premessa minore: la nuova edizione di Euroflora, persa la cadenza quinquennale, slitta da parecchio.

Sillogismo: senza Euroflora, Genova è più povera.

A questo punto, arriva Marco Bucci che, in questo periodo, ama indossare spessissimo il costume di SuperMarco, che risolve tutti i problemi. E il sindaco, che sta giocando sempre e solo all’attacco delle abitudini consolidate e sempre e solo in difesa della rinascita di Genova, ha buttato lì: “Spero che Euroflora si faccia già nel 2018. E penso a un posto diverso rispetto alla classica location della Fiera”.

Poi, un po’ alla volta, il giallo si è diradato: la sede alternativa pensata da Bucci sono i Parchi di Nervi, splendida idea per rivitalizzare quello che era un gioiello genovese, ammirato dai turisti che venivano da tutta Italia, Europa e mondo per vederlo. Cogliendo così due piccioni con una fava: togliere quella patina un po’ spelacchiata dei Parchi degli ultimi tempi e rilanciare Euroflora.

Un’idea che, stavolta, ha subito trovato immediato appoggio da parte del presidente di Confesercenti Massimiliano Spigno: «Al netto della fattibilità tecnica per la quale le associazioni di categoria dell’agricoltura e gli uffici comunali sono massimi esperti, la proposta del sindaco di portare Euroflora ai Parchi coglie nel segno, perché persegue quanto sosteniamo da tempo: la necessità di rendere Genova policentrica anche dal punto di vista degli eventi e dei flussi turistici. In questo senso il polo costituito da musei, parchi, passeggiata, attività economiche e, speriamo presto, un porticciolo rinnovato – su cui lo stesso Bucci si è speso molto – sono un indubbio asset per la città, che necessita di valorizzazione. Che si tratti di Euroflora, e a Nervi ci sperano tutti, o altri eventi di rilievo, elo stesso approccio deve vale per il Ponente e le due vallate, per contribuire anche così all’attrattività, alla vivibilità e allo sviluppo economico di Genova».

Mettete insieme tutto questo e pensatelo “viralizzato” da Elisa Serafini, con la sua capacità da perfetta nerd smanettona di toccare una tastiera trasformandola in un moltiplicatore di contatti, una storia di miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci tradotta in linguaggio 4.0 e capirete che può succedere un miracolo.

Sembrano discorsi da anni Sessanta.

Quelli della grandeur, ma anche della grandezza di Genova.

Quelli belli.

Si parla di verde, la location era un giallo, il sindaco è arancione e la maggioranza è anche azzurra. Ma questo non è un articolo di colore.

E, comunque, il grigio è alle spalle.