Le spugne fritte non stanno uccidendo solo i cinghiali. Inviateci le vostre segnalazioni

Il problema delle così dette Spugne fritte è ormai diventato un allarme vero e proprio a Genova.
Si sta moltiplicando infatti, in particolar modo nella Val Bisagno, la presenza nelle vie di questo veleno che ha come obiettivo principale ( si spera ) quello di uccidere i cinghiali o i topi. Un metodo brusco e anche atroce per contrastare la forte presenza degli animali per le strade che affiancano il Bisagno.

Il problema più grosso è che a cascare in queste trappole non sono solo gli ungulati o i topi ma anche animali come i cani o i gatti. Il 5 luglio scorso due cagnolini sono morti. Uno a Borgoratti e uno a Valletta Puggia. Le spugne non uccidono subito ma sottopongono l’animale ad una pesante agonia che si diffonde dopo l’indigestione.

E proprio in questi giorni è stata pubblicata la foto di un piccolo di cinghiale morente che si accascia a fianco di un palazzo del Biscione, a Marassi Alta, tra via Robino e via Modigliani dove il numero delle vittime del misterioso avvelenatore è già piuttosto alta e conta ben 4 cinghialetti, un cane e un coniglio domestico ucciso in un giardino privato. Le segnalazioni ora sono riprese, specie nel quartiere di Marassi o di San Fruttuoso. I cittadini su Facebook si stanno mobilitando per segnalare le vie in cui vengono trovate queste spugne. Inviateci le vostre segnalazioni scrivendo un messaggio privato sulla pagina Facebook di Genova Post o alla mail redazione@genovapost.com e continueremo ad aggiornare l’articolo inserendo le vie in cui sono state trovati i veleni, in modo così da poter contribuire alla salvaguardia dei vostri animali.

Al momento ci sono state segnalate:

Via Fessia
via Robino
viale Bracelli
via Zena (a scendere verso salita del Camoscio).
via Montebruno sul lato della pizzeria
via Renata Bianchi vicino al nuovo arcaplanet