ASSTRA chiede che il Parlamento riprenda l’esame dei disegni sulla revisione della legge 146

Asstra, l’associazione delle imprese di trasporto pubblico locale, in una lettera alle Istituzioni domanda la riforma della legge regolante l’esercizio del diritto di sciopero nel trasporto pubblico locale, dopo che molte città sono state messe in ginocchio da quello dello scorso 16 giugno. Per il Presidente Massimo Roncucci è assolutamente necessario “rimettere mano alla rimozione dell’effetto annuncio, stabilire dei paletti equi per una adeguata rappresentatività sindacale, rafforzare il sistema sanzionatorio e adottare la dichiarazione individuale preventiva di adesione per rendere efficace l’organizzazione del servizio minimo durante le fasce di garanzia. Se non si affrontano queste criticità ci saranno altri venerdì neri da dimenticare per le città italiane.” “Sulla scorta della nostra esperienza lunga 27 anni – prosegue poi Roncucci – chiediamo che il Parlamento riprenda senza aspettare oltre l’esame dei disegni di legge sulla revisione della legge 146 rimasti al palo.” Questo l’elenco delle problematiche legate alla conciliazione di due diritti costituzionali ugualmente garantiti: quello dei lavoratori impiegati in settori essenziali come i trasporti pubblici a scioperare e quello delle persone a muoversi. Il punto di vista dell’Asstra, nella prospettiva di una riforma, sarebbe quello secondo cui la titolarità alla proclamazione dello sciopero dovrebbe spettare solo alle organizzazioni sindacali che singolarmente o unitariamente raggiungano un elevato grado di rappresentatività nazionale, che raccolgano cioè un adeguato consenso a livello referendario che coinvolga tutti i dipendenti dell’azienda. Inoltre, il sistema di regole dovrebbe inoltre essere esteso ai casi di scioperi anomali come quello dello straordinario, lo “sciopero bianco” (rispetto pedissequo dei regolamenti) ed agli scioperi “spontanei”. Infine, la tutela dei servizi minimi, pur avendo avuto una importante funzione di salvaguardia del diritto alla mobilità, ha spesso incontrato di fatto difficoltà organizzative insormontabili dovute principalmente all’incertezza rispetto ai lavoratori partecipanti allo sciopero. La previsione pertanto di un obbligo di dichiarazione individuale preventiva di adesione in combinazione con i sevizi minimi garantiti migliorerebbe sensibilmente la programmazione dei servizi garantiti nonché una più puntuale informazione all’utenza. “Da parte nostra – conclude Roncucci – come rappresentanti delle aziende mettiamo sul piatto, ancora una volta, la disponibilità ad introdurre lo sciopero virtuale.”