Benetton punta su Abertis, da Atlantia un’offerta da 16 miliardi

È del controvalore di 16,34 miliardi l’offerta lanciata da Atlantia sul gruppo spagnolo Abertis. La holding controllata dai Benetton punta così a far nascere il “leader mondiale nella gestione delle infrastrutture di trasporto”, un gigante con 14mila chilometri di autostrade. Attesa da giorni, dopo le indiscrezioni e la conferma dei contatti in corso tra Italia e Spagna, l’operazione è stata varata dal cda di Atlantia e formalizzata con la comunicazione all’Autorità spagnola di vigilanza sui mercati Cnmv: l’offerta degli italiani punta al 100% del gruppo catalano offrendo 16,5 euro per azione o, in parziale alternativa, lo scambio di 0,697 azioni per ogni azione Abertis. L’obiettivo è concludere nel quarto trimestre dell’anno. È una proposta agli azionisti di Abertis che ha tutte le caratteristiche per essere giudicata “amichevole”, una offerta “win-win-win”, vincente per tutti gli attori in gioco, ha sottolineato l’A.d di Atlantia, Giovanni Castellucci. Ed a rendere più attrattiva l’operazione per gli investitori è arrivato anche l’annuncio di un aumento della cedola a partire dal primo anno di integrazione, con un ulteriore +30% oltre al +10% già previsto dall’attuale politica dei dividendi.

I media spagnoli ricordano il fallimento del primo tentativo di fusione italo-spagnola, 10 anni fa, quando il Governo italiano sbarrò la strada al progetto che prevedeva l’integrazione di Autostrade in un gruppo con sede a Barcellona. Qualche perplessità c’è anche sul valore dell’offerta: a Barcellona, quindi, l’attesa è ora soprattutto per le scelte che farà la Caixa, primo azionista di Abertis con il 24,2%, che con Atlantia – ha indicato Castellucci – ha in corso un dialogo “intenso e continuo” ma non ha raggiunto “alcun accordo formale”. È l’opzione dello scambio di azioni a dare ai soci di Abertis la possibilità di uno spazio nel gruppo post-fusione: possono puntare ad un complessivo 16,4% (a fronte di un 25,5% di controllo per i Benetton). Chi aderirà allo scambio avrà in portafoglio azioni speciali, non quotate e non trasferibili prima di febbraio 2019, con il diritto di nominare 3 consiglieri in un board aumentato da 15 a 18 componenti. Il ‘tetto’ per i soci spagnoli è determinato dalla soglia massima fissata per le azioni che possono essere conferite all’offerta di scambio, il 23,2% dei titoli Abertis. Intanto da Barcellona il cda di Abertis ha comunicato che non si pronuncerà sull’operazione, conosciuta “attraverso il comunicato” di Atlantia alla Cnmv e definita “volontaria e non richiesta”, se non “quando non sara’ legalmente obbligatorio”. In Borsa bene i titoli Atlantia a Milano: +2,48% a 24,81 euro. Debole invece il titolo Abertis a Madrid (-0,5% a 16,36 euro, sotto il valore dell’opa) che dal giorno delle prime indiscrezioni si era già sostanzialmente allineato al valore dell’offerta italiana con un aumento di circa l’8%.