Progetto “Change”: presentati i dati del mercatino di Corso Quadrio

“Ogni giorno sono circa 110 le persone presenti in Corso Quadrio che riescono a ricavare dalla
vendita di oggetti cifre che variano da 5 ai 30 euro. Il 27% delle persone che hanno aderito al progetto partecipano meno di cinque volte al mese, il 37% dalle 6 alle 10 volte, e il 32%
circa oltre dieci volte al mese. Dati che, se incrociati, portano a valutare un ricavo massimo di 450 euro al mese, che rappresentano una fonte minima di sussistenza”: sono dati diffusi oggi a Palazzo Ducale dall’assessore alla sicurezza Elena Fiorini, che ha tracciato il bilancio dell’ attività emerso da un questionario distribuito tra chi ha aderito al progetto “Chance”, l’area di libera vendita tra privati che ha permesso all’amministrazione comunale genovese di trovare una soluzione “legale” al mercatino abusivo che si era venuto a creare nell’area attorno a Palazzo San Giorgio.

Coinvolgimento – “E’ stato importante affrontare temi complessi che possono essere anche oggetto di aspro dibattito politico non su base ideologica – ha spiegato – e sono profondamente convinta che da un lato sia il buonismo che il ruspismo non fossero la strada giusta. Il progetto ha costituito, e costituisce, una chance per centinaia di persone che ora si riuniscono, rispettando alcune regole base, e che sono coinvolti in percorsi di formazione e di ricerca di lavoro”.

Presenti – All’evento hanno partecipato Ilda Curti, ex assessore all’integrazione e alla rigenerazione urbana di Torino e Marco Sorrentino di Amapola. “Mi sono occupata per molti anni del progetto di area di libero scambio di Torino – ha dichiarato Curti ai microfoni di Genovapost – combattendo e affermando un principio, che i fenomeni esistono e non bisogna girarci dall’altra parte”. Successivamente è toccato a Marco Sorrentino di Amapola: “Il progetto Chance è nato per affrontare il problema degli assembramenti spontanei che vedevano da anni centinaia di persone, prevalentemente di origine maghrebina, riunirsi nella zona di Piazza San Giorgio per vendere o scambiare oggetti usati per pochi euro. Ad oggi l’intervento non solo ha liberato la zona di San Giorgio dalla quotidiana e selvaggia occupazione degli spazi pubblici ma ha costituito e costituisce una chance per centinaia di persone che ora si riuniscono, rispettando alcune regole base, in un’area che, utilizzata poche ore per un mercatino, non abusivo e non illegale, viene lasciata libera e pulita all’orario convenuto. Chi partecipa al progetto è inoltre coinvolto in percorsi di formazione e di ricerca di lavoro”.