Il Punto di Paolo Lingua/La giunta Doria e “l’ultimo autobus”

L’amministrazione comunale di Genova, sindaco e giunta in testa, tra pochi giorni svanirà, per dirla con una vecchia citazione cinematografica, nel “porto delle nebbie”. Sarà una storia non troppo brillante destinata a perdersi rapidamente nella memoria collettiva. Tra le altre situazioni critiche che saranno lasciate a metà strada ci sarà anche quella dell’ “ultimo autobus”. Quel mezzo pubblico che sembra destinato a non arrivare mai… Al di là delle battute, tra i gravi e seri problemi insoluti di cui non è l’amministrazione Doria l’unica responsabile, ci sono troppi interrogativi che pendono su un parco di vecchi mezzi pubblici che sono difficilmente rinnovabili e su una azienda che sembra far acqua da tutte le parti e per la quale non si intravvedono neppure scelte radicali che invertano una rotta da naufragio. Il recente passato ci consegna un sistema di corse esterne affidate a gestioni private che non funzionano troppo bene e che sono oggetto di contestazione; c’è poi il misterioso appalto (A chi? A quali costi? Con quali prospettive? Con quale progetto di servizio?) che non si potrà effettuare perchè ormai i tempi sono stretti. Poi, per una serie di problemi di gestione sono state tagliate in questi giorni molte corse con gravi disagi per i cittadini, tenendo presente che Genova è una città con un’alta percentuale di residenti anziani e che quindi si servono di preferenza del mezzo pubblico per spostarsi. I mezzi, come si diceva prima, sono in gran parte obsoleti e lo si può avvertire dagli inconvenienti di guida: basterebbero le frenate a strattone che provocano il risentimento dei viaggiatori. E si potrebbe andare avanti per un intero volume. In realtà non c’è mai stata una amministrazione che abbia preso in pugno il problema con un progetto preciso di gestione. Nonn è facile trovare un acquirente o un partner privato perchè l’azienda Amt è in “profondo rosso” da sempre (ma nella Prima Repubblica si aveva l’abitudine, a livello nazionale, di coprire i debiti della precedente gestione). Una ipotesi adombrata da Marco Doria, ma senza una precisa indicazione, era di trovare un sogetto di minoranza, soluzione ancora più complessa. Un privato, considerando il bilancio dell’Amt, potrebbe puntare a una razionalizzazione della gestione, con tagli di corsa e di personale, nella speranza di ammodernare la “flotta” dei bus attualmente in funzione. Ma è possibile, senza arrivare a uno scontro con i sindacati? Il problema è do difficile soluzione, tanto è vero che la giunta Doria a questo punto chiuderà la sua gestione lasciando la soluzione ai successori che erideranno, oltra all’ Amiu, alla questione del “Blue Print” a a molti altri problemi anche la pesantissima questione del servizio pubblico dei trasporti. C’è poco da stare allegri.