Genova: confermato l’avvio della privatizzazione dei cinque bacini di carenaggio del porto e modifica Blueprint

Il vertice di ieri pomeriggio convocato dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar ligure occidentale Paolo Emilio Signorini, con i rappresentanti di Regione e Comune, delle aziende di riparazione navale e dei sindacati ha confermato l’avvio della privatizzazione dei cinque bacini di carenaggio del porto di Genova e la modifica al Blueprint di Renzo Piano per cancellare il tombamento dello specchio acqueo davanti allo Yacht club. Il primo passo sarà la gara per assegnare i cinque bacini di carenaggio ai privati, da avviare entro giugno, che porterà a fine percorso alla chiusura di Ente Bacini, la società che oggi li gestisce, quindi all’uscita dell’Autorità portuale. I 35 dipendenti non resteranno a casa ma saranno assorbiti dalle aziende che si aggiudicheranno la gara ha sottolineato Signorini, anche se difficilmente potranno passare tutti allo stesso soggetto come hanno chiesto i sindacati dei trasporti. Il secondo passo sarà la realizzazione del nuovo accosto a Molo Giano per le attività di riparazione navale, con un riempimento ai lati del porticciolo Duca degli Abruzzi, archiviando definitivamente il maxi tombamento. Una scelta quasi obbligata, tanto che gli imprenditori hanno condiviso il percorso, per riuscire a dare in tempi brevi maggiore respiro al comparto. Preferirebbero il riempimento, che però, osteggiato dallo Yacht club e dai comitati, avrebbe rischiato di restare solo sulla carta.