Il Punto di Paolo Lingua/Il sonno della ragione genera mostri

La cessione – perchè di questo si tratta, senza usare troppi giri di parole – dell’ Amiu all’Iren torna in campo e caratterizza gli ultimi giorni infuocati della giunta guidata per cinque anni da Marco Doria. Ora il sindaco ha posto un duro aut-aut: entro la metà di marzo sarà ripresentata in consiglio la nuova delibera. Se sarà bocciata io mi dimetteròanche se a pochi giorni dalla scadenza del mio mandato. Un gesto emblematico di protesta che, per molti aspetti, Doria vorrebbe imporre alla riflesione di tutto il consiglio, compreso il centrodestra che ha votato contro, nonostante fosse completamente d’accordo sull’operazione, per un preciso motivom politico tattico. Mettere in luce le contraddizioni d’una maggioranza a pezzi e sfruttare la situazione a fini elettorali. Certamente il ragionamento del centrodestra può apparire cinico, ma, comunque fossero andate le cose, la maggioranza – o meglio i suoi rottami – avrebbe rimediato una pessima figura. Ma ci sono anche le responsabilità della giunta, del sindaco e della burocrazia di Palazzo Tursi. Per non parlare di una serie di errori del passato, accumulati dalle giunte precedenti. Errori frutto d’una concezione dell’amministrazione che vuole i politico con la testa sotto la sabbia come gli struzzi, quando si ha a che fare con scelte che provocano spaccature o forti contrasti.

Per semplificare la vicenda, tornando indietro, come minimo, di una ventina d’anni almeno, abbiamo in piedi una polemica ideologica. Tutte le aree politiche e i movimenti d’opinione anche sul piano mediatico, sono contari alla realizzazione di termovalorizzatori per distruggere i rifiuti, anche se la tecnologia in questo campo fa passi da gigante. Le amministrazioni non se la sentono di affrontare la battaglia e si continua nella infinita e non meno inquinante processione di autocarri che tutti i giorni trasportano la spazzatura a Scarpino. Non si sa che ci siano interessi mai confessati oppure solo pigrizia mentale. Fatto sta che si chiudono occhi e orecchie si confida che la capacità di assorbimento di Scarpino sia infinita. Poi vengono i nodi al pettine. I costi si accentuano, il mito mediatico della raccolta differenziata non riesce a consolidarsi e una bella mattina si scopre che Scarpino è al limite della capienza e che dalle sue viscere scorrono percolati pestiferi. Così si spendono ancora più soldi per trasportare i rifiuti fuori della Liguria in un giro di business a volte forse discutibile. L’attuale amministrazione ha tirato la pratica troppo in lungo. Vecchio errore storico della politica. Trascinare le decisioni sgradevoli in extremis anche senza una approfondita organizzazione del procedimento. La giunta Doria è già incappata in non poche trappole al momento di voti, anche per altri casi. La sinistra più radicale e anche gli stessi consiglieri eletti nella lista personale del sindaco hanno già dato segni di rivolta, Il sonno della ragione genera mostri. Ora c’è l’attesa della prova d’appello con la minaccia d’un “beau geste”in extremis.