Paralizzato dopo errato esame diagnostico: l’Asl 3 pagherà 1,2 milioni di euro

Il tribunale di Genova ha stabilito che l’ex camionista Giacobbe Porcu dovrà essere indennizzato dalla Asl 3 per un milione e 200 mila euro. L’uomo è rimasto paralizzato a causa di un errore dei sanitari durante un prelievo di liquido spinale, che secondo i risultati del processo non sarebbe mai dovuto avvenire per il forte rischio di emorragie.

La vicenda- Il maxi-risarcimento è di vitale importanza per Porcu, che si trova in condizioni veramente difficili. L’uomo si trova bloccato sul letto di un appartamento senza ascensore, dal quale per di più rischia di essere sfrattato: l’ex camionista ha infatti nel frattempo perso il lavoro, oltre a doversi confrontare con a necessità di mantenere i due figli di 12 e 18 anni. Ovviamente, a causa della paralisi, è necessaria alla sopravvivenza di Porcu una continua e costate assistenza sanitaria.

L’Asl 3- Dal canto suo l’azienda sanitaria ha avviato dei procedimenti disciplinari a carico dei nove medici dell’ospedale Antero coinvolti nella vicenda e finiti nel registro degli indagati. E’ molto probabile che dopo gli accertamenti del caso l’Asl cercherà di rivalersi economicamente sugli interessati per il danno, rivolgendosi alla Corte dei Conti. Secondo quanto ricostruito in sede processuale in quel 22 aprile del 2014 Porcu fu sottoposto ad un intervento non indicato, in quanto assumeva dei farmaci anticoagulanti per un problema al cuore, circostanza che avrebbe dovuto sconsigliare categoricamente di intervenire con il prelievo di liquido spinale. L’operazione venne per di più eseguito senza far firmare al diretto interessato il modulo di consenso informato, come prescrive obbligatoriamente la legge.