Il Punto di Paolo Lingua/Nessun ripensamento sulla Torre Piloti

Con un po’ di disappunto dell’ammiraglio Pettorino che avrebbe preferito chiudere “in gloria” il suo abbondante anno di commissariamento dell’Autorità Portuale di Genova, le decisioni sull’assetto e sulla realizzazione della nuova Torre Piloti disegnata da Renzo Piano sono state rinviate alla gestione istituzionale di Paolo Emilio Signorini che entrerà in carica nel volgere di poche settimane. Lo stesso Renzo Piano, che è un carattere sereno, minimizza:”E’ solo un contrattempo. Il progetto si farà” e glissa con nonchalance. Genova è fatta così: la visione paleoburocratica è sempre dominante. E poi è meglio lasciare ad altri decisioni che potrebbero dar luogo a contestazioni: la vecchia torre, purtroppo, è crollata nella notte del fatale errore di manovra della “Jolly Nero” con tante vittime. Il nuovo assetto ha quindi contenuti emblematici di riscatto e di “nuova vita”, ma si sa già che si discuterà sulla collocazione e sulla strategia della collocazione, al di là del disegno elegante e slanciato del generoso archistar che l’ha regalata al porto di Genova.

Ma, si sa, a Genova la burocrazia dell’Autorità Portuale, anche negli ultimi dieci anni, non ha brillato per lucidità, lungimiranza e rapidità di decisione. Il porto di Genova, pur essendo il più importante d’Italia e uno dei maggiori d’Europa con una storia alle spalle da far rabbrividire di ammirazione, è dominato da due geni malefici: il primo è la lentezza cinica e indifferente alle decisioni operative e il secondo è il timore reverenziale della magistratura. Si temono errori e denunce, interventi d’ufficio anche se poi, come è accaduto clamorosamente nell’inchiesta a carico dell’ex presidente Giovanni Novi, la magistratura genovese ha preso una solenne cantonata che ha finito per infliggere – per gli anni a venire – non pochi danni allo scalo, paralizzando non poche decisioni strategiche.

Ci vuole poco a capire che, dopo la tragedia di quella notte, la torre piloti è da ricostruire al più presto e senza ripensamenti burocratici, senza contare che la nuova è frutto della matita di Renzo Piano già impegnato nel geniale progetto del “Blueprint” che è anche stato inglobato nello storico “patto” tra il Governo e Genova che dovrebbe contribuire a un nuovo salto di qualità dello shipping genovese. C’è solo da augurarsi che il nuovo presidente Paolo Emilio Signorini dimostri le sue capacità e la sua preparazione tecnocratica ed economico-giuridica con polso fermi e tempi rapidi di esecuzione.