La protesta degli edili del nodo ferroviario arriva a Palazzo Tursi

Da oggi i lavoratori del consorzio Fer.Gen., impiegati nel cantiere per il potenziamento del nodo ferroviario genovese, sono entrati in sciopero, e incroceranno le braccia anche domani. La strada della mobilitazione è stata intrapresa in seguito alle lettere di licenziamento arrivate la scorsa settimana per tutti gli edili: si tratta di oltre 100 persone. Insieme a questi edili ha manifestato anche una trentina di dipendenti di Crs, società controllata da Unieco, impresa parte del consorzio, che rischiano il posto per effetto a catena.

In Comune- Dopo essersi recati in mattinata in consiglio regionale, i manifestanti sono arrivati anche a Palazzo Tursi, dove sono stati ricevuti dal vicesindaco Bernini e dall’assessore Piazza. Il consiglio comunale ha poi approvato un ordine del giorno, simile a quello approvato in Regione, che impegna l’amministrazione ad adoperarsi per tutelare l’occupazione delle maestranze e a portare a termine l’opera, importante per la viabilità del capoluogo e per l’entrata a regime del Terzo Valico. “Il consorzio Fer.Gen. – afferma il vicesindaco Stefano Bernini – manda segnali che ci sarà un licenziamento di questi lavoratori e quindi una rescissione del contratto tra Fer.Gen e Italfer/Rfi. La prima conseguenza sarebbe l’allungamento rilevante dei tempi di realizzazione dell’opera, per ora completa al 40%, che prevede tratte quadruplicate tra Voltri e il centro, e il consolidamento della rete sotterranea tra Principe e Brignole, ma soprattutto il licenziamento di più di 100 lavoratori; questi rimarrebbero senza lavoro proprio in prossimità delle feste. L’amministrazione comunale, in contatto con Regione e Prefettura, cercherà di organizzare immediatamente un tavolo in cui avvenga un confronto tra gli enti locali, i sindacati, le ferrovie e il consorzio vincitore della gara Fer.Gen., per chiarire una situazione che ancora presenta molti lati oscuri e per individuare un percorso idoneo a garantire sia il prosieguo dei lavori sia i livelli occupazionali”.

I lavoratori- Critica la condizione degli edili che, se non succede nulla, il 7 dicembre si troveranno senza occupazione. Federico Pezzolli della Fillea Cgil spiega che i lavori hanno subito dei forti rallentamenti, a causa della crisi economica del consorzio. Secondo il sindacalista i problemi riguardano il ribasso di prezzo con cui è stata aggiudicata la gara, pari al 28%, che ha messo in difficoltà l’azienda: la necessità di realizzare varianti al progetto e l’alto costo dello smaltimento dello smarino avrebbero impedito a Fer.Gen. di portare a termine il lavoro. I lavoratori, oltre a sottolineare l’importanza dell’intervento, chiedono che i cantieri siano affidati alla seconda azienda classificata al vecchio bando, visto che aprire una nuova gara potrebbe ulteriormente dilatare i tempi di lavorazione, persino di un anno. “Si tratta di un fatto inaccettabile -aggiunge Pezzolli-, soprattutto in un momento di forte crisi del settore edile. ’opera è già finanziata, e a pochi giorni dalla firma del Patto per Genova chiediamo a governo e istituzioni locali di intervenire: che questa crisi sia per loro un banco di prova; si vedrà se alle parole seguiranno anche dei fatti”.