Il Punto di Paolo Lingua/Signorini e le urgenze del porto di Genova

Con il passaggio in commissione parlamentare e poi i successivi passaggi in sede di Governo, si accelera la scontata prassi burocratica che dovrebbe portare, allo scoccare del prossimo anno Paolo Emilio Signorini alla presidenza dell’Autorità Portuale non solo di Genova, ma come oggi si dice pomposamente del Mar Ligure Occidentale. Signorini estenderà il suo regno da Genova sino a Savona e a Vado Ligure, l’ansa grande dove dominava ancora nel III secolo a.C. la temibile flotta cartaginese dei fratelli Barca. Signorini è forse il primo presidente nella storia dell’ultimo mezzo secolo del cui reale cursus honorum si sa poco, avendo lavorato fuori Genova, ma non è, come nel passato un “personaggio” come poteva essere il superesperto Francesco Manzitti che sbatté la porta contro il Governo per la mancata modernizzazione dei porti, come prof. Giuseppe Dagnino, filoso socialista umanista, come il supermanager Roberto D’Alessandro cui si deve la salvezza dello scalo con la sua audace riforma o come l’ex console dei carenanti, il saggio Rinaldo Magnani. Questi erano personalità conosciute sul territorio, protagonisti di dibattiti e di polemiche oltre che di scontri e di grandi alleanze. Signorini, per adesso, è una scommessa e una incognita. Ci vorrà tempo per capirlo e giudicarlo.

Resta però il discorso sulle “cose” da fare e con urgenza. Nei giorni scorsi, al momento del cosiddetto “patto per Genova” si è tornati, con la firma tra Matteo Renzi e Marco Doria, a rilanciare gli aspetti dell’azione contenuta nel “Blueprint” di Renzo Piano e si è anche adombrato lo sforzo per stringere i tempi del “ribaltamento a mare” della Fincantieri. E’ restato fuori, però, il progetto di maggior respiro, forse quello che può davvero rappresentare una rivoluzione nel contesto della potenzialità recettiva del porto di Genova vale a dire l’allargamento della Diga Foranea. Non è una operazione semplice, perché si tratta di demolire una parte dell’attuale struttura spostandola, con le sue fondamenta, molte decine di metri più al largo in modo da consentire l’ingresso e l’attracco delle navi portacontenitori di ultima generazione che hanno una portata di merce assai maggiore della media attuale. Lo spostamento della diga è necessario e urgente perché ormai si sta modificando la struttura del naviglio per consentire trasporti di maggiore entità a costo più basso, evitando inoltre tragitti allungati come raggiungere i porti del Nord Europa. Chi ha lanciato ancora una volta l’allarme e ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica su questo trema è stato Aldo Spinelli in occasione della cerimonia nella quale gli è stato assegnato il Premio Polis. Spinelli ha detto che occorre battersi per non perdere alcun collegamento con l’economia in continua evoluzione ma che la scelta di realizzare l’allargamento e lo spostamento della Diga Foranea è la vera strategia vincente, quella che può dare a Genova la vera chance d’essere il “porto vincente”. Il tempo stringe. Il presidente Signorini dovrà battersi per questo risultato.